Il dolore cambia in pubertà: cosa dice la neuroscienza (e perché non sono 'scuse')

Mal di testa, dolore addominale, dismenorrea: durante la pubertà il dolore clinico aumenta e le differenze tra ragazze e ragazzi emergono proprio ora, non prima. Non è fragilità né teatro: è una fase dello sviluppo documentata dalle neuroscienze. Ecco cosa succede, e perché conta per chi allena e per chi cresce una figlia.

A quattordici anni ha più mal di pancia e mal di testa: è normale?

Il dolore clinico — mal di testa, dolore addominale, dolore mestruale — tende ad aumentare durante la pubertà. In uno studio su oltre 15.000 adolescenti, il dolore addominale dopo la pubertà saliva a quasi il 30% nelle ragazze, contro il 16% nei ragazzi (Nahman-Averbuch et al., 2023). È un cambiamento documentato, non un capriccio. Resta però importante non auto-diagnosticare: un dolore intenso o persistente va sempre valutato da un medico.

Le ragazze 'sentono' più dolore dei ragazzi?

Le differenze emergono durante l'adolescenza, non prima. Tra i 9 e gli 11 anni non c'è differenza tra i sessi nel dolore a stimoli controllati; in tarda adolescenza le ragazze mostrano in media soglie più basse, cioè maggiore sensibilità (Nahman-Averbuch et al., 2023). È fisiologia dello sviluppo, non fragilità caratteriale.

Perché ha senso tracciare il dolore per un'atleta di 13-14 anni?

Perché è proprio la finestra in cui il dolore cambia e le differenze tra i sessi si formano. Registrare intensità e ricorrenza nel tempo trasforma un sintomo isolato in uno schema leggibile — utile per capirsi e per parlarne con chi di dovere. Monitorare, però, non significa diagnosticare: uno strumento come BAB aiuta a riconoscere i segnali, non sostituisce un professionista.