Ferro basso nelle atlete adolescenti: la carenza che nessuno cerca (e che si trova con un esame)

Il 53,2% delle atlete di 11-18 anni ha riserve di ferro basse, ma solo il 4% ha un'anemia: la carenza arriva molto prima, e con l'emocromo normale non si vede. Dal 2026 l'American Academy of Pediatrics raccomanda emocromo più ferritina in tutte le adolescenti entro i 14 anni. Cosa dicono i dati, cosa alza davvero il rischio, e perché la mossa giusta è un prelievo — mai un integratore preso da soli.

Quante atlete adolescenti hanno il ferro basso?

Più di una su due. In uno studio su 126 atlete di 11-18 anni che praticavano basket e calcio, il 53,2% aveva una carenza di ferro lieve (ferritina ≤30 µg/L), il 27,8% moderata (≤20) e il 4,8% severa (≤10); l'anemia sideropenica vera e propria riguardava il 4% (Nicotra et al., 2023). Il punto è proprio questo: la carenza è molto più comune dell'anemia, e arriva molto prima.

È lo sport a causare la carenza di ferro?

Non secondo i dati sulle adolescenti, ed è giusto dirlo. Uno studio che ha confrontato direttamente nuotatrici (46,7%), podiste (40%) e non atlete (26,7%) non ha trovato differenze statisticamente significative tra i gruppi (Rowland et al., 1991). E in uno studio svedese su 394 studentesse non atlete di circa 16 anni, il 73,6% aveva ferritina sotto 30 µg/L (Söderman et al., 2025). Il fattore dominante non è l'allenamento: sono le mestruazioni e l'alimentazione. Lo sport aggiunge motivi — nelle podiste la ferritina cala nel corso della stagione (Rowland et al., 1987) — e alza la posta, perché la fatica costa di più a chi si allena.

Posso dare un integratore di ferro a mia figlia se è sempre stanca?

No, non prima di un esame del sangue. Non è una formalità: senza una carenza documentata il ferro non porta benefici dimostrati, dà spesso effetti collaterali gastrointestinali e soprattutto rischia di mascherare altre cause della stanchezza. Anche in presenza di carenza i benefici sulla performance sono controversi: una revisione di 12 studi ne ha trovati 6 con miglioramento e 6 senza (Rubeor et al., 2018). La sequenza corretta è emocromo più ferritina, poi un medico decide. Mai il contrario.

La carenza di ferro dà sintomi riconoscibili?

Non abbastanza da poterci contare. La carenza non anemica si definisce su un valore di laboratorio — la ferritina — proprio perché l'emocromo resta normale: nello studio su 126 atlete di 11-18 anni la carenza lieve riguardava il 53,2% e l'anemia sideropenica solo il 4% (Nicotra et al., 2023). Tradotto: la maggior parte delle ragazze con riserve basse ha esami di routine perfettamente normali. È il motivo per cui il clinical report dell'American Academy of Pediatrics del 2026 raccomanda uno screening di laboratorio e non un sospetto basato sui sintomi. Una stanchezza che non passa con il riposo resta un buon motivo per chiedere l'esame, non per dedurre la diagnosi.

Una dieta vegetariana o povera di carne aumenta il rischio?

Sì, ed è un dato misurato nell'età giusta. In uno studio su 394 studentesse post-menarca di circa 16 anni, una dieta che limita la carne si associava a odds di carenza 3,5 volte più alte; un flusso mestruale abbondante a 3 volte più alte; le due cose insieme a 13,5 volte (IC 95% 6,4-28,7) (Söderman et al., 2025). Non è un argomento contro le diete vegetariane: è un argomento a favore del controllo. Una dieta senza carne ben pianificata non è un problema in sé — è un motivo in più per misurare la ferritina invece di presumerla.

Quando andrebbe fatto il controllo?

Dal 2026 il clinical report dell'American Academy of Pediatrics raccomanda uno screening universale con emocromo e ferritina sierica in tutte le adolescenti, ad almeno un anno dal menarca e comunque non oltre i 14 anni, con ferritina ≤30 ng/mL come soglia di carenza (AAP, 2026). Un gruppo di ematologi ed esperti di medicina dello sport propone in modo indipendente uno screening intorno ai 14-15 anni, da ripetere ogni cinque (Revel-Vilk et al., 2025). In Italia non esiste una raccomandazione di screening universale equivalente: la decisione spetta al pediatra o al medico dello sport.