# Fare sport con il ciclo: come si gestisce in pratica (perdite, prodotti, divise)

> La paura delle perdite è una delle ragioni per cui le ragazze saltano allenamenti e ore di educazione fisica — e tra le adolescenti dal 25,2% al 61,1% evita o riduce l'attività fisica durante le mestruazioni. Quasi tutti i contenuti si fermano a dire che è un problema. Questo prova a rispondere alla domanda pratica che nessuno affronta: cosa si fa, concretamente, il giorno in cui capita.

**Risposta in breve:** Con tre cose che dipendono più dall'organizzazione che dall'atleta: un prodotto mestruale adatto al gesto sportivo, una divisa che non aumenti la paura delle perdite e un kit disponibile in palestra. Tra le adolescenti dal 25,2% al 61,1% evita o riduce l'attività fisica durante le mestruazioni, e la paura delle perdite è una barriera ricorrente (Harvey et al., 2025).

- Pagina: https://www.babsport.com/blog/gestire-ciclo-nello-sport
- Fonte markdown: https://www.babsport.com/blog/gestire-ciclo-nello-sport.md
- Pubblicato: 2026-08-13
- Aggiornato: 2026-08-13
- Autore: Sajid Hossain
- Editore: BAB — Breaking All Barriers (https://www.babsport.com/)
- Tag: ciclo, educazione, società, drop-out
- Come citare: BAB — Breaking All Barriers, «Fare sport con il ciclo: come si gestisce in pratica (perdite, prodotti, divise)», https://www.babsport.com/blog/gestire-ciclo-nello-sport
- Nota: contenuto educativo, non parere medico. Ogni affermazione di salute è ancorata a una fonte elencata in «Fonti»; quando uno studio è condotto su adulti, il testo lo dichiara.

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Di quasi tutto ciò che riguarda il ciclo e lo sport si parla al livello del principio: che è normale, che non bisogna vergognarsi, che l'attività fisica fa bene anche durante le mestruazioni. Tutto vero. Ma nessuno di questi contenuti risponde alla domanda che una ragazza di tredici anni si fa davvero il martedì pomeriggio prima dell'allenamento: **cosa faccio, concretamente, oggi.**

Questo articolo prova a stare su quel livello: prodotti, divise, borsa, spogliatoio. Non è un tema minore. È esattamente il punto in cui il tabù smette di essere un discorso e diventa un allenamento saltato.

> **In breve**
> - Tra le adolescenti di 10-18 anni, dal **25,2% al 61,1%** evita o riduce l'attività fisica durante le mestruazioni: per dolore, ma anche per **paura delle perdite** e imbarazzo (Harvey et al., 2025; 86 studi, 33 Paesi).
> - Le **carenze informative** compaiono in **24 studi su 42 (57,1%)** della stessa revisione: scarsa alfabetizzazione mestruale nelle ragazze e formazione inadeguata di chi insegna educazione fisica.
> - Sui **prodotti**: la revisione più ampia (43 studi, 3.319 partecipanti) trova che le coppette mestruali sono sicure e con perdite **simili o inferiori** ad assorbenti e tamponi, ma richiedono una fase di familiarizzazione (van Eijk et al., 2019 — **nessuna analisi per età**).
> - Sulle **divise**: divise scomode o unisex aumentano l'autocoscienza corporea e riducono la partecipazione in uno studio qualitativo su 44 ragazze di 12-13 anni (Porter et al., 2025 — studio su **immagine corporea**, non sul ciclo).
> - Solo l'**11%** delle atlete parla di ciclo con chi la allena: **4%** se l'allenatore è un uomo (Höök et al., 2022). Le soluzioni che funzionano non richiedono una conversazione.

## Si può fare sport con il ciclo?

**Sì, e nella maggior parte dei casi non c'è ragione di fermarsi.** Non esiste evidenza che l'attività fisica durante le mestruazioni sia dannosa; al contrario, l'esercizio è tra i trattamenti con un effetto misurato sul dolore mestruale — riduzione ampia dell'intensità rispetto al non fare nulla (SMD -1,86; IC 95% -2,06 a -1,66), con dose di 45-60 minuti almeno tre volte a settimana e qualità delle prove giudicata bassa (Armour et al., 2019). Il tema è trattato per esteso nell'articolo sui [dolori mestruali](/blog/dolori-mestruali-giovani-atlete).

Eppure succede il contrario. Nella revisione globale su **86 studi in 33 Paesi**, tra le adolescenti di 10-18 anni **dal 25,2% al 61,1% evita o riduce l'attività fisica durante le mestruazioni** (Harvey et al., 2025). E il motivo non è solo il dolore: la stessa revisione riporta la **paura delle perdite** e l'imbarazzo tra le barriere ricorrenti, al punto che in più studi le ragazze preferiscono restare fuori pur di non rischiare.

Questo è il punto che cambia tutto: **una parte del problema non è fisiologica, è logistica.** E ciò che è logistico si può risolvere.

Una distinzione utile prima di procedere: non tutte le perdite temute durante lo sport riguardano il ciclo. L'**incontinenza urinaria** durante salti e cambi di direzione è un fenomeno diverso e altrettanto diffuso — riguarda il **pavimento pelvico** e si affronta in un altro modo ([perdo urina quando salto](/blog/perdite-urina-giovani-atlete)). Confonderle porta a soluzioni sbagliate: un prodotto mestruale non risolve una perdita di urina, e viceversa.

## Che prodotto mestruale si usa facendo sport?

**Dipende dal gesto e dal flusso, e la scelta resta personale** — per una minorenne, da fare in famiglia. Quello che i dati permettono di dire riguarda un prodotto in particolare, la coppetta, perché è quello su cui esiste una revisione sistematica ampia.

Su **43 studi e 3.319 partecipanti**, la revisione pubblicata su *The Lancet Public Health* conclude che le coppette mestruali sono **sicure** e che le perdite sono **simili o inferiori** rispetto ad assorbenti e tamponi: nei 4 studi che hanno confrontato direttamente i prodotti (293 partecipanti) tre non hanno trovato differenze e uno ha riportato perdite significativamente minori con la coppetta. Circa il **70%** delle partecipanti, in 13 studi, dichiarava di voler continuare a usarla dopo il periodo iniziale (van Eijk et al., 2019).

Due precisazioni che contano più della conclusione:

1. **Serve una fase di familiarizzazione.** Lo scrivono gli autori: l'uso non è immediato. Tradotto per un'atleta: il giorno della gara non è il giorno per provare un prodotto nuovo.
2. **Gli eventi avversi esistono, anche se rari.** La revisione riporta 5 casi di sindrome da shock tossico (senza però il denominatore, cioè quante persone usassero la coppetta), 47 difficoltà di rimozione, 13 dislocazioni di dispositivo intrauterino, e casi isolati di dolore (5), lesioni vaginali (3), reazioni allergiche (6) e disturbi urinari (9).

E soprattutto: **quella revisione non riporta un'analisi per fascia d'età.** Non è quindi una raccomandazione specifica per una ragazza di tredici anni, ed è esattamente il tipo di salto che questo sito cerca di non fare. La regola pratica onesta è: il prodotto si sceglie in base al comfort nel movimento, si prova prima a casa, e se ci sono dubbi si chiede a un professionista sanitario.

## Le divise: quanto pesa quello che si indossa

Qui l'evidenza è qualitativa e va riportata con precisione, perché è facile farle dire più di quanto dica. In uno studio su **44 ragazze di 12-13 anni** in sei scuole superiori inglesi, con interviste anche allo staff di educazione fisica, le divise **scomode o di taglio unisex** aumentavano l'autocoscienza sul proprio corpo e riducevano la partecipazione; anche gli **spogliatoi comuni** scoraggiavano il coinvolgimento, soprattutto tra le meno sicure di sé. Tra le raccomandazioni degli autori: dare la possibilità di **scegliere i pantaloncini**, permettere strati aggiuntivi, evitare i **top bianchi** perché trasparenti (Porter et al., 2025).

**Va detto chiaramente: quello studio parla di immagine corporea e partecipazione, non di ciclo mestruale.** Il legame tra ciò che si indossa e la paura delle perdite viene da un'altra fonte — la revisione globale che indica quella paura tra le barriere ricorrenti (Harvey et al., 2025). Le due cose insieme suggeriscono una conclusione prudente ma utile: **una divisa che si può scegliere, con la possibilità di indossare qualcosa di scuro sotto, toglie un problema senza chiedere niente a nessuno.**

## Il kit in palestra: la misura più semplice che esista

Se c'è una cosa che una società può fare questa settimana, è questa. Un contenitore accessibile — non nell'ufficio del dirigente, non nella borsa dell'allenatore — con dentro:

- prodotti mestruali di **almeno due tipi e due assorbenze**;
- salviette e un **sacchetto opaco** per lo smaltimento;
- un **ricambio di biancheria** e un paio di **pantaloncini scuri** di scorta;
- l'indicazione, scritta, di dove si trova.

Costa poche decine di euro. E il punto non è il contenuto, è **la posizione**: se per avere il kit bisogna chiedere all'allenatore, per molte atlete equivale a non averlo. Il dato che lo spiega meglio è quello sulla comunicazione: **solo l'11% delle atlete parla di ciclo con chi la allena, e la quota scende al 4% quando l'allenatore è un uomo** (Höök et al., 2022). Aspettare la domanda significa non rispondere mai — è lo stesso meccanismo raccontato in [parlare di ciclo con l'allenatore](/blog/parlare-di-ciclo-con-allenatore).

## Cosa può fare un allenatore uomo (senza conversazioni imbarazzanti)

Tre azioni, nessuna delle quali richiede un colloquio privato:

1. **Rendere disponibile il kit** e dirlo una volta sola, all'inizio della stagione, davanti a tutta la squadra: dove sta, che è lì per chiunque, che non si chiede niente a nessuno.
2. **Non imporre colori chiari** nella divisa da allenamento e consentire un secondo strato.
3. **Dichiarare la prassi**: chi non se la sente comunica «non oggi» senza spiegazioni, e la seduta viene **adattata invece che saltata** — carico ridotto, tecnica, lavoro a terra.

Il terzo punto è quello che protegge di più, perché sostituisce la scelta binaria «ci sono o non ci sono» con una terza opzione. È la stessa logica che vale per il [dolore che dura](/blog/dolore-in-puberta-neuroscienza) e per gli infortuni da sovraccarico: fermarsi del tutto toglie anche l'allenamento che fa bene.

Una precisazione doverosa: **niente di tutto questo riguarda il dolore che impedisce di allenarsi ogni mese.** Quello non è un problema di organizzazione. Nella revisione su 21.573 giovani donne sotto i 25 anni, il 20,1% riferiva assenze da scuola o università per il dolore mestruale (Armour et al., 2019): se succede ogni ciclo, va portato a un professionista sanitario, non gestito con un kit.

## Cosa può fare una famiglia, prima che serva

Il momento giusto per preparare le condizioni è quando non c'è urgenza — cioè prima del primo episodio in trasferta.

- **Un kit permanente nella borsa sportiva**, non da preparare ogni volta: prodotti di due assorbenze, salviette, sacchetto opaco, un ricambio.
- **Provare a casa** il prodotto che si intende usare in allenamento. Vale per qualsiasi prodotto, ed è esplicito nella revisione sulle coppette (van Eijk et al., 2019).
- **Concordare una frase pronta** da dire all'allenatore, che non obblighi a spiegare nulla. Averla decisa prima è ciò che rende possibile usarla.

Non è un dettaglio organizzativo: la revisione globale identifica proprio le **carenze informative** come uno dei nodi principali, presenti in **24 studi su 42 (57,1%)**, con scarsa alfabetizzazione mestruale tra le ragazze e formazione inadeguata di chi insegna educazione fisica (Harvey et al., 2025). Le informazioni pratiche arrivano tardi, o non arrivano.

## Il ruolo di BAB

BAB non vende prodotti mestruali e non dà indicazioni cliniche. Fa due cose che nei dati sopra mancano: dà all'atleta un posto **privato** dove annotare quello che succede — incluso il ciclo, il dolore, gli allenamenti saltati — e alla società **segnali aggregati e anonimi**, mai il dato individuale.

Perché il numero che riassume tutto l'articolo è quel 4%: con un allenatore uomo, quattro atlete su cento affrontano il tema. Le altre novantasei non hanno bisogno di essere convinte a parlare. Hanno bisogno che l'ambiente funzioni **anche senza** che parlino.

## Domande frequenti

### Si può fare sport durante le mestruazioni?

Sì, e nella maggior parte dei casi non c'è ragione di fermarsi: non esiste evidenza che l'attività fisica durante le mestruazioni sia dannosa, e l'esercizio è anzi tra i trattamenti con effetto misurato sul dolore mestruale (riduzione ampia dell'intensità rispetto al non fare nulla, SMD -1,86; qualità delle prove bassa; Armour et al., 2019). Il problema documentato non è fisiologico ma pratico e sociale: tra le adolescenti di 10-18 anni dal 25,2% al 61,1% evita o riduce l'attività durante le mestruazioni, per dolore ma anche per paura delle perdite e imbarazzo (Harvey et al., 2025).

### Come si evita la paura di macchiarsi durante l'allenamento?

Agendo sulle tre variabili che si possono davvero cambiare, e nessuna delle tre dipende dalla volontà dell'atleta. Primo: il prodotto mestruale, scelto in base al gesto sportivo e alla quantità di flusso — un prodotto interno riduce il problema del movimento, ma la scelta è personale e per una minorenne va fatta in famiglia. Secondo: cosa si indossa — pantaloncini scuri, un secondo strato, la possibilità di non essere obbligate a un colore chiaro. Terzo: la disponibilità, cioè avere un ricambio a portata di mano invece che a casa. La revisione globale su 86 studi segnala la paura delle perdite come barriera ricorrente e le carenze informative come uno dei nodi principali, presenti in 24 studi su 42 (57,1%) (Harvey et al., 2025).

### Si può usare la coppetta mestruale facendo sport?

La revisione sistematica più ampia disponibile — 43 studi e 3.319 partecipanti — conclude che le coppette mestruali sono sicure e che le perdite sono simili o inferiori rispetto ad assorbenti e tamponi: nei 4 studi che hanno confrontato direttamente i prodotti (293 partecipanti) tre non hanno trovato differenze e uno ha riportato perdite significativamente minori con la coppetta. Gli autori segnalano che serve una fase di familiarizzazione e riportano eventi avversi rari: 5 casi di sindrome da shock tossico, 47 difficoltà di rimozione, 13 dislocazioni di IUD, oltre a casi isolati di dolore, lesioni vaginali e disturbi urinari (van Eijk et al., 2019). ATTENZIONE: la revisione non riporta un'analisi per fascia d'età, quindi non è una raccomandazione specifica per una tredicenne — la scelta del prodotto va discussa in famiglia e, in caso di dubbi, con un professionista sanitario.

### Il colore della divisa può davvero influire sulla partecipazione?

Sulle divise esiste evidenza qualitativa, e va riportata per quello che dice davvero. In uno studio su 44 ragazze di 12-13 anni in sei scuole superiori inglesi, le divise di educazione fisica scomode o di taglio unisex aumentavano l'autocoscienza sul proprio corpo e riducevano la partecipazione, insieme al disagio per gli spogliatoi comuni; tra le raccomandazioni degli autori compaiono la possibilità di scegliere i pantaloncini, l'aggiunta di strati e l'evitare i top bianchi perché trasparenti (Porter et al., 2025). Da segnalare con onestà: quello studio riguarda immagine corporea e partecipazione, NON il ciclo mestruale. Il collegamento con la paura delle perdite viene da un'altra fonte, la revisione globale che la indica come barriera ricorrente (Harvey et al., 2025).

### Cosa mettere nel «kit mestruale» di una società sportiva?

Prodotti mestruali di almeno due tipi e due assorbenze, salviette, un sacchetto opaco per lo smaltimento, un ricambio di biancheria e un paio di pantaloncini scuri di scorta, in un contenitore accessibile senza dover chiedere a nessuno. Il punto non è il contenuto ma la posizione: se per averlo bisogna chiedere all'allenatore, per molte atlete equivale a non averlo — solo l'11% parla di ciclo con chi la allena, e la quota scende al 4% quando l'allenatore è un uomo (Höök et al., 2022). Costa poche decine di euro ed è la misura più semplice tra quelle che una società può prendere.

### Un allenatore uomo può occuparsi di questo tema?

Sì, e i dati suggeriscono che il modo migliore sia occuparsene senza doverne parlare uno a uno. Solo il 4% delle atlete affronta il tema con un allenatore uomo, contro il 55% con una donna (Höök et al., 2022): aspettare che siano le atlete a sollevare la questione significa, nella pratica, non affrontarla. Le azioni che non richiedono una conversazione privata sono tre: rendere disponibile un kit senza doverlo chiedere, non imporre colori chiari nella divisa, e dire una volta all'inizio della stagione che saltare o adattare una seduta per il ciclo è legittimo e non va giustificato.

### Serve una regola per le assenze legate al ciclo?

Più che una regola serve una prassi dichiarata, perché il vuoto viene riempito dall'imbarazzo. Una formulazione che funziona è: chi non se la sente comunica «non oggi» senza dover spiegare, e la seduta viene adattata invece che saltata — carico ridotto, tecnica, lavoro a terra. Sul piano dei dati, il dolore che fa perdere scuola e allenamenti non va normalizzato: nella revisione su 21.573 giovani donne il 20,1% ha riferito assenze da scuola o università per il dolore mestruale (Armour et al., 2019). Un dolore che ogni mese impedisce di allenarsi non è una questione organizzativa: va portato a un professionista sanitario.

### Cosa può fare una famiglia prima che il problema si presenti?

Preparare le condizioni quando non c'è urgenza, cioè prima del primo episodio in trasferta o in gara. Tre cose concrete: mettere in borsa un piccolo kit permanente (prodotti di due assorbenze, salviette, sacchetto opaco, un ricambio), provare a casa il prodotto che si intende usare in allenamento invece che il giorno stesso — la revisione sulle coppette segnala esplicitamente una fase di familiarizzazione necessaria (van Eijk et al., 2019) — e decidere insieme una frase pronta da usare con l'allenatore, che non obblighi a dare spiegazioni. La revisione globale indica proprio le carenze informative come uno dei nodi ricorrenti, riportate in 24 studi su 42 (Harvey et al., 2025).

### Le perdite durante lo sport sono sempre legate al ciclo?

No, ed è una confusione che vale la pena sciogliere perché porta a soluzioni sbagliate. Le perdite di urina durante salti, sprint e cambi di direzione sono un fenomeno distinto e molto diffuso: tra le atlete adolescenti la prevalenza media è del 48,58%, e l'87% dichiara che non ne parlerebbe con l'allenatore (Rial Rebullido et al., 2021). Riguarda il pavimento pelvico, non il ciclo mestruale, e si affronta in modo diverso — il tema è trattato per esteso in [perdo urina quando salto](/blog/perdite-urina-giovani-atlete).

## Fonti

- Harvey J., Western M.J., Townsend N.P., et al. **Adolescents, menstruation, and physical activity: insights from a global scoping review.** *BMC Women's Health*, 2025;25:281. (86 studi, 33 Paesi, adolescenti di 10-18 anni; dal 25,2% al 61,1% evita o riduce l'attività fisica durante le mestruazioni; paura delle perdite e imbarazzo tra le barriere ricorrenti; barriere informative in 24 studi su 42, pari al 57,1%, con scarsa alfabetizzazione mestruale e formazione inadeguata del personale scolastico) [doi:10.1186/s12905-025-03825-w](https://doi.org/10.1186/s12905-025-03825-w)
- van Eijk A.M., Zulaika G., Lenchner M., Mason L., Sivakami M., Nyothach E., Unger H., Laserson K., Phillips-Howard P.A. **Menstrual cup use, leakage, acceptability, safety, and availability: a systematic review and meta-analysis.** *The Lancet Public Health*, 2019;4(8):e376-e393. (43 studi, 3.319 partecipanti, Paesi a reddito basso, medio e alto; 4 studi con 293 partecipanti confrontano direttamente le perdite: 3 riportano perdite simili ad assorbenti e tamponi, 1 significativamente minori; circa il 70% in 13 studi vuole continuare a usarla; eventi avversi riportati: 5 casi di sindrome da shock tossico, 47 difficoltà di rimozione, 13 dislocazioni di IUD, 5 dolore, 3 lesioni vaginali, 6 reazioni allergiche, 9 disturbi urinari. **Nessuna analisi per fascia d'età**: non è una raccomandazione specifica per adolescenti) [doi:10.1016/S2468-2667(19)30111-2](https://doi.org/10.1016/S2468-2667%2819%2930111-2)
- Porter A., Cawley E., Chapman L., et al. **A qualitative study in UK secondary schools exploring how PE uniform policies influence body image attitudes and PE engagement among adolescent girls.** *BMJ Open*, 2025;15(7):e099312. (studio QUALITATIVO: sei focus group con 44 ragazze di 12-13 anni e sei interviste allo staff di educazione fisica, sei scuole miste in Inghilterra; divise scomode o unisex associate a maggiore autocoscienza corporea e minore partecipazione, disagio per gli spogliatoi comuni; raccomandazioni: scelta dei pantaloncini, strati aggiuntivi, evitare i top bianchi trasparenti. **Lo studio non riguarda il ciclo mestruale**) [doi:10.1136/bmjopen-2025-099312](https://doi.org/10.1136/bmjopen-2025-099312)
- Armour M., Parry K., Manohar N., Holmes K., Ferfolja T., Curry C., MacMillan F., Smith C.A. **The Prevalence and Academic Impact of Dysmenorrhea in 21,573 Young Women: A Systematic Review and Meta-Analysis.** *Journal of Women's Health*, 2019;28(8):1161-1171. (38 studi, 21.573 giovani donne sotto i 25 anni; prevalenza della dismenorrea 71,1%; 20,1% con assenze da scuola o università; 40,9% con impatto su concentrazione o rendimento) [doi:10.1089/jwh.2018.7615](https://doi.org/10.1089/jwh.2018.7615)
- Armour M., Ee C.C., Naidoo D., Ayati Z., Chalmers K.J., Steel K.A., de Manincor M.J., Delshad E. **Exercise for dysmenorrhoea.** *Cochrane Database of Systematic Reviews*, 2019;9:CD004142. (12 studi e 854 donne; SMD -1,86, IC 95% -2,06 a -1,66 rispetto a nessun trattamento; dose 45-60 minuti almeno 3 volte a settimana; qualità delle prove BASSA; popolazione di donne, non di adolescenti) [doi:10.1002/14651858.CD004142.pub4](https://doi.org/10.1002/14651858.CD004142.pub4)
- Höök M., et al. **Perceptions of and communication about the menstrual cycle among female athletes.** *International Journal of Environmental Research and Public Health*, 2022;19(19):11932. (1.086 atlete, adulte e adolescenti insieme, dati non suddivisi per età; l'11% parla di ciclo con l'allenatore, 4% se uomo e 55% se donna; l'88% ha imparato da sola) [doi:10.3390/ijerph191911932](https://doi.org/10.3390/ijerph191911932)
- Rial Rebullido T., Gómez-Tomás C., Faigenbaum A.D., Chulvi-Medrano I. **The Prevalence of Urinary Incontinence among Adolescent Female Athletes: A Systematic Review.** *Journal of Functional Morphology and Kinesiology*, 2021;6(1):12. (9 studi, 633 atlete adolescenti, età media 16,15 anni; prevalenza media di incontinenza urinaria 48,58%; l'87% non ne parlerebbe con l'allenatore) [doi:10.3390/jfmk6010012](https://doi.org/10.3390/jfmk6010012)

*Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere medico. La scelta di un prodotto mestruale per una minorenne va fatta in famiglia e, in caso di dubbi, con un professionista sanitario. Un dolore mestruale che ogni mese impedisce di andare a scuola o di allenarsi va valutato clinicamente: non è una questione organizzativa.*
