# Integratori ed energy drink: a 14 anni servono davvero?

> Sullo scaffale ci sono barattoli con la scritta «recupero», lattine con la scritta «energia» e bustine con nomi che sembrano molecole. Nello spogliatoio c'è una compagna che ne beve una prima di ogni partita. In mezzo c'è una ragazza di quattordici anni a cui nessuno ha spiegato tre cose: che quei prodotti non sono la stessa cosa, che l'evidenza a suo favore è quasi tutta raccolta su adulti, e che una parte di quei barattoli contiene qualcosa che in etichetta non c'è. Che cosa dicono davvero i dati — e che cosa manca, invece, nel piatto.

**Risposta in breve:** Quasi mai. Il documento dell'American Academy of Pediatrics conclude che nei giovani atleti queste sostanze non producono guadagni significativi oltre a quelli della pubertà e di allenamento e alimentazione adeguati (LaBotz e Griesemer, 2016). E il 14,8% di 634 integratori analizzati in 13 Paesi conteneva steroidi anabolizzanti non dichiarati in etichetta (Geyer et al., 2004).

- Pagina: https://www.babsport.com/blog/integratori-energy-drink-giovani-atlete
- Fonte markdown: https://www.babsport.com/blog/integratori-energy-drink-giovani-atlete.md
- Pubblicato: 2026-08-25
- Aggiornato: 2026-08-25
- Autore: Sajid Hossain
- Editore: BAB — Breaking All Barriers (https://www.babsport.com/)
- Tag: integratore-alimentare, caffeina, energy-drink, ferro
- Come citare: BAB — Breaking All Barriers, «Integratori ed energy drink: a 14 anni servono davvero?», https://www.babsport.com/blog/integratori-energy-drink-giovani-atlete
- Nota: contenuto educativo, non parere medico. Ogni affermazione di salute è ancorata a una fonte elencata in «Fonti»; quando uno studio è condotto su adulti, il testo lo dichiara.

---

Sullo scaffale del negozio di sport ci sono barattoli con la scritta «recupero», lattine con la scritta «energia» e bustine con nomi che sembrano molecole. Nello spogliatoio c'è una compagna che ne beve una prima di ogni partita e dice che «carica». In mezzo c'è una ragazza di quattordici anni a cui nessuno ha spiegato tre cose.

La prima è che quei prodotti non sono la stessa cosa fra loro. La seconda è che l'evidenza a favore dei pochi che funzionano è stata raccolta quasi tutta su atleti adulti. La terza è che una parte misurabile di quei barattoli contiene qualcosa che in etichetta non c'è.

> **In breve**
> - Nella maggior parte dei giovani atleti le sostanze che promettono prestazione **non producono guadagni significativi** rispetto a quelli che arrivano con la pubertà e con allenamento e alimentazione adeguati (LaBotz e Griesemer, 2016; **documento di una società scientifica pediatrica**).
> - Su **634** integratori non ormonali acquistati in **13 Paesi** da 215 fornitori, il **14,8%** conteneva steroidi anabolizzanti androgeni **non dichiarati in etichetta** (Geyer et al., 2004; **campioni raccolti nel 2000-2001**). Una revisione di 23 studi fino al 2017 riporta tassi di contaminazione fra il **12% e il 58%** (Martínez-Sanz et al., 2017).
> - Per bambini e adolescenti l'EFSA dichiara che **le informazioni disponibili non bastano** a derivare un'assunzione sicura di caffeina; il valore adulto di **3 mg/kg** può servire da base (EFSA, 2015). Negli adulti non in gravidanza: **200 mg** in dose singola, **400 mg** al giorno in modo abituale.
> - Caffeina e altre sostanze stimolanti degli energy drink **non hanno posto nella dieta di bambini e adolescenti** secondo il documento clinico dell'American Academy of Pediatrics (Schneider e Benjamin, 2011).
> - Le raccomandazioni sul consumo sicuro di caffeina in età pediatrica si basano su **dati vecchi di decenni, raccolti esclusivamente su adulti** (Temple, 2019).
> - In **187 atleti canadesi di 11-18 anni**, le ragazze di 14-18 avevano apporti mediani sotto la razione raccomandata per **ferro (91%)**, **folati (89%)** e **calcio (84%)**, con la vitamina D sotto la RDA in tutti i gruppi (Parnell et al., 2016; **studio trasversale, un solo richiamo di 24 ore**).
> - Il consensus del CIO riconosce buone evidenze di beneficio a **pochi prodotti** — caffeina, creatina, agenti tampone specifici, nitrato — ma nell'**atleta d'élite adulto** (Maughan et al., 2018).

## Sport drink, energy drink e integratore: che differenza c'è?

**Sono tre categorie diverse, e confonderle è il primo errore.** Il documento clinico dell'American Academy of Pediatrics dedicato a questi prodotti chiede esplicitamente di non usare «sport drink» ed «energy drink» come sinonimi ([Schneider e Benjamin, 2011](https://doi.org/10.1542/peds.2011-0965)).

| Prodotto | Che cosa contiene | A che cosa serve |
| --- | --- | --- |
| Sport drink | Acqua, carboidrati, elettroliti | Reidratare e fornire zuccheri in uno sforzo lungo o intenso |
| Energy drink | Caffeina e altre sostanze stimolanti, spesso molto zucchero | Nulla che riguardi la prestazione di un'atleta adolescente |
| Integratore alimentare | Nutrienti o composti assunti in aggiunta alla dieta abituale | Colmare una carenza documentata, o — in pochi casi — aggiungere un margine di prestazione |

La distinzione non è pedanteria lessicale. Lo stesso documento aggiunge una cosa che di solito non si dice del prodotto considerato «buono» dei due: l'assunzione frequente o eccessiva di sport drink calorici può aumentare in modo sostanziale il rischio di sovrappeso e obesità in bambini e adolescenti. Uno sport drink bevuto durante una partita lunga in una giornata calda è una scelta ragionevole; lo stesso sport drink bevuto in classe è zucchero.

## Un integratore fa davvero correre più forte a 14 anni?

**Quasi sempre no, e il motivo è che a quell'età c'è già in corso qualcosa di più potente.** Il documento dell'American Academy of Pediatrics sulle sostanze che migliorano la prestazione mette la frase decisiva in conclusione: la maturazione fisica e la produzione ormonale endogena che avvengono in adolescenza si accompagnano a grandi miglioramenti di forza e prestazione, e per la maggior parte dei giovani atleti l'uso di queste sostanze non produce guadagni significativi rispetto a quelli ottenuti con l'inizio della pubertà e con l'aderenza a un programma adeguato di nutrizione e allenamento ([LaBotz e Griesemer, 2016](https://doi.org/10.1542/peds.2016-1300)).

Detto altrimenti: il confronto non è fra «integratore» e «niente». È fra «integratore» e «un [picco di crescita](/blog/picco-di-crescita-giovani-atlete) più un [allenamento della forza fatto bene](/blog/forza-ragazze-adolescenti) più abbastanza da mangiare». In quel confronto il barattolo perde, e perde di molto.

C'è poi il malinteso su che cosa dica il consensus del Comitato Olimpico Internazionale. Quel documento riconosce buone evidenze di beneficio a un gruppo ristretto di prodotti — caffeina, creatina, specifici agenti tampone e nitrato — ma è, dal titolo in avanti, un documento sull'**atleta d'élite di alto livello** ([Maughan et al., 2018](https://doi.org/10.1136/bjsports-2018-099027)). Popolazione adulta, contesto di prestazione dove si cercano margini di frazioni di secondo, supervisione professionale data per scontata. Trasferire quelle conclusioni a una ragazza di quattordici anni che gioca in una squadra giovanile significa cambiare tre variabili su tre.

## Quanto è concreto il rischio di prendere qualcosa che in etichetta non c'è?

**Abbastanza da essere stato contato.** Fra l'ottobre 2000 e il novembre 2001 sono stati acquistati **634 integratori non ormonali** in 13 Paesi, da 215 fornitori diversi, per la quasi totalità in negozi fisici. Analizzati in gascromatografia-spettrometria di massa, **94 campioni — il 14,8% — contenevano steroidi anabolizzanti androgeni non dichiarati in etichetta**, in larga parte proormoni del testosterone e del nandrolone ([Geyer et al., 2004](https://doi.org/10.1055/s-2004-819955)).

Tre dettagli di quello studio meritano di essere riportati per intero, perché cambiano la lettura:

- **La provenienza contava.** Il 21,1% degli integratori di aziende che vendono anche proormoni risultava positivo, contro il 9,6% dei prodotti di aziende che non li vendono. Nessuna delle due cifre è zero.
- **Le concentrazioni variavano di quattro ordini di grandezza**, da 0,01 a 190 µg/g. Non si tratta sempre di tracce.
- **Bastava poco per risultare positivi a un controllo.** L'assunzione di integratori contenenti proormoni del nandrolone per un totale superiore a 1 µg produceva risultati positivi al norandrosterone per diverse ore.

I campioni hanno venticinque anni ed è giusto dirlo. Ma il problema non si è chiuso nel 2001: una revisione che ha esaminato 23 studi pubblicati fino al settembre 2017 riporta tassi di contaminazione compresi **fra il 12% e il 58%**, a seconda della categoria di prodotto e dello studio ([Martínez-Sanz et al., 2017](https://doi.org/10.3390/nu9101093)). E il documento pediatrico del 2016 elenca gli «alti tassi di contaminazione dei prodotti» fra le tre preoccupazioni principali legate agli integratori legalmente in vendita, insieme alla correlazione con l'uso futuro di steroidi anabolizzanti ([LaBotz e Griesemer, 2016](https://doi.org/10.1542/peds.2016-1300)).

Per un'atleta di quattordici anni la conseguenza pratica non è quasi mai un controllo antidoping. È che nessuno — non lei, non i genitori, non l'allenatore — sa che cosa c'è dentro quel barattolo.

## La caffeina funziona anche sulle ragazze di 14 anni?

**Sulle adulte sì, e con numeri precisi; sulle adolescenti non lo sappiamo con la stessa solidità.** La position stand dell'International Society of Sports Nutrition riporta che la caffeina migliora la prestazione in modo consistente a dosi di **3-6 mg per kg di peso corporeo**, con benefici da piccoli a moderati su resistenza muscolare, velocità di movimento, forza, sprint e salti, e i benefici più consistenti sulla resistenza aerobica; la dose minima efficace potrebbe scendere a 2 mg/kg, mentre dosi molto alte come 9 mg/kg si accompagnano a un'alta incidenza di effetti collaterali senza aggiungere beneficio ([Guest et al., 2021](https://doi.org/10.1186/s12970-020-00383-4)).

Quella letteratura, però, è costruita in larghissima parte su partecipanti adulti. E la revisione dedicata alla caffeina in età pediatrica lo dichiara nel primo rigo dell'obiettivo: le raccomandazioni sul consumo sicuro nei bambini e negli adolescenti **si basano su dati vecchi di decenni, raccolti esclusivamente su adulti** ([Temple, 2019](https://doi.org/10.1016/j.jaac.2018.06.030)).

C'è anche un effetto collaterale che nelle adolescenti pesa più che negli adulti, e che la stessa position stand elenca fra le risposte individuali: il sonno. Su un'atleta di quattordici anni, che ha [un bisogno di sonno e un ritmo circadiano diversi da quelli di un'adulta](/blog/sonno-atlete-adolescenti), una dose di caffeina presa nel pomeriggio per «tirare» all'allenamento delle 19 può costare più di quanto renda.

## Quanta caffeina è troppa sotto i 18 anni?

**La risposta onesta è che una soglia misurata su adolescenti non esiste.** Il parere scientifico dell'EFSA sulla sicurezza della caffeina lo scrive esplicitamente: per bambini e adolescenti **le informazioni disponibili non sono sufficienti a derivare un'assunzione sicura di caffeina**. Il gruppo di esperti aggiunge che il valore ricavato per il consumo acuto negli adulti — **3 mg per kg di peso corporeo** — può servire da base per derivare dosi singole e assunzioni giornaliere prive di rischi per questi sottogruppi di popolazione ([EFSA, 2015](https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4102)).

Per gli adulti non in gravidanza lo stesso parere indica che dosi singole fino a **200 mg** (circa 3 mg/kg per un adulto di 70 kg) e un consumo abituale fino a **400 mg al giorno** non destano preoccupazioni per la sicurezza.

Tradotto per un'atleta di 50 kg: 3 mg/kg fanno 150 mg al giorno. È un numero utile per farsi un'idea, e va usato sapendo che cos'è — **un'estrapolazione da dati su adulti**, non una soglia di sicurezza misurata su ragazze di quattordici anni. Sull'estremo superiore la revisione pediatrica è più netta: consumi oltre i 400 mg possono causare danni fisiologici, psicologici e comportamentali, in particolare in alcuni sottogruppi, come chi ha condizioni psichiatriche o cardiache ([Temple, 2019](https://doi.org/10.1016/j.jaac.2018.06.030)).

## Gli energy drink hanno un posto nello sport giovanile?

**Secondo il documento clinico dell'American Academy of Pediatrics, no — e la formulazione non lascia margini.** Dopo una revisione della letteratura, gli autori concludono che la caffeina e le altre sostanze stimolanti contenute negli energy drink **non hanno alcun posto nella dieta di bambini e adolescenti** ([Schneider e Benjamin, 2011](https://doi.org/10.1542/peds.2011-0965)).

Va letto per quello che è: la posizione di una società scientifica pediatrica, costruita sulla letteratura disponibile, non l'esito di uno studio sperimentale. È **ricerca di sintesi e raccomandazione**, non una misura. Ma è anche il documento che quella stessa società indica come riferimento per lo screening, suggerendo di chiedere del consumo di sport drink ed energy drink durante la visita annuale — cioè trattandolo come un'informazione clinica ordinaria, non come un tabù.

## Che cosa manca davvero nel piatto di un'atleta di 14 anni?

**Micronutrienti, quasi sempre. E si trovano nel cibo.** È la parte costruttiva di questo discorso, ed è anche quella con il dato più utile.

In uno studio su **187 atlete e atleti canadesi di 11-18 anni**, valutati con un richiamo alimentare online di 24 ore e un questionario sugli integratori, le ragazze di 14-18 anni mostravano apporti mediani sotto la razione raccomandata per tre nutrienti: **ferro al 91%** della RDA, **folati all'89%**, **calcio all'84%**. La vitamina D era sotto la RDA e il potassio sotto l'assunzione adeguata **in tutti i gruppi di atleti**, ragazzi compresi ([Parnell et al., 2016](https://doi.org/10.3390/nu8090526)).

La conclusione degli autori è la frase che vale la pena portarsi via: con l'eccezione della vitamina D e dei carboidrati durante sessioni di esercizio prolungate, **l'integrazione è in genere non necessaria** — quello che serve è concentrarsi sulle fonti alimentari di calcio, vitamina D, potassio, ferro e folati.

Due avvertenze prima di usare quei numeri. Lo studio è **trasversale**, su una popolazione **canadese**, e si basa su **un solo richiamo di 24 ore** per partecipante: dice dove guardare in un gruppo, non quanto manchi a una singola atleta. E la lista dei nutrienti a rischio non è casuale: sono gli stessi che tornano quando si parla di [ferro e stanchezza nelle atlete adolescenti](/blog/ferro-atlete-adolescenti), di [salute delle ossa e fratture da stress](/blog/salute-ossea-fratture-da-stress-giovani-atlete) e di [bassa disponibilità energetica](/blog/red-s-bassa-disponibilita-energetica). Il problema, quando c'è, è quasi sempre che si mangia troppo poco o troppo poco vario — non che manchi una polvere.

## Quando un integratore ha senso, e chi lo decide?

**Quando c'è una carenza documentata, e lo decide un professionista sanitario dopo una valutazione.** Il consensus del CIO è esplicito su entrambi i punti: una valutazione nutrizionale completa va effettuata **prima** che si prendano decisioni sull'uso di integratori, e il parere e l'assistenza di un professionista esperto sono fortemente raccomandati prima che un'atleta inizi a usarli ([Maughan et al., 2018](https://doi.org/10.1136/bjsports-2018-099027)).

Il caso più frequente nelle atlete adolescenti è il ferro, e proprio quel caso mostra perché la regola conta: la carenza di ferro si misura con un esame del sangue, non si deduce dalla stanchezza, e integrare senza averla misurata significa nel migliore dei casi spendere soldi e nel peggiore mascherare qualcos'altro. Vale lo stesso per la vitamina D, che nello studio canadese risultava sotto la RDA in tutti i gruppi ([Parnell et al., 2016](https://doi.org/10.3390/nu8090526)) e che resta comunque una decisione clinica.

Quello che non decide se un'atleta di quattordici anni prende un integratore: l'allenatore, la compagna di squadra, il commesso del negozio, un video.

## Che cosa può fare concretamente una società sportiva?

Tre cose, nessuna delle quali richiede competenze cliniche.

**Chiedere, senza fare la predica.** Il documento pediatrico del 2011 propone di includere il consumo di sport drink ed energy drink fra le domande della visita annuale ([Schneider e Benjamin, 2011](https://doi.org/10.1542/peds.2011-0965)). Una società può fare la stessa cosa in modo più semplice: sapere che cosa bevono le atlete prima delle partite è un'informazione, non un'accusa.

**Togliere il prodotto dal contesto in cui sembra normale.** Se le lattine circolano in panchina, il messaggio implicito è che servano. Nessun regolamento serve: basta che l'acqua e il cibo vero siano la cosa disponibile.

**Non prescrivere.** Un allenatore che consiglia un integratore sta prendendo una decisione sanitaria per una minorenne senza avere né la valutazione né la responsabilità che quella decisione richiede ([Maughan et al., 2018](https://doi.org/10.1136/bjsports-2018-099027)). Il fatto che il prodotto sia legalmente in vendita non cambia nulla su questo punto: il 14,8% dei prodotti legalmente in vendita analizzati da Geyer conteneva steroidi non dichiarati ([Geyer et al., 2004](https://doi.org/10.1055/s-2004-819955)).

E una nota di linguaggio, perché su questo sito ricorre spesso: «ti serve una carica» detto a una ragazza di quattordici anni che è semplicemente stanca è una diagnosi travestita da incoraggiamento. [Le parole con cui si nomina lo stato di un corpo in crescita](/blog/parole-allenatore-salute-atlete) orientano quello che quel corpo poi va a comprare.

## Quando rivolgersi a un professionista?

Quando c'è un sintomo da spiegare, non un prodotto da scegliere. Stanchezza che non passa con il riposo, prestazione che cala senza una ragione di carico, [ciclo che si dirada o scompare](/blog/red-s-bassa-disponibilita-energetica), fiato corto anomalo, palpitazioni o disturbi del sonno in un'atleta che consuma abitualmente bevande contenenti caffeina: sono tutte ragioni per parlarne con un medico, e nessuna è una ragione per aggiungere un integratore.

Vale anche il caso opposto, quello che si vede meno: un'atleta che ha già iniziato a prendere qualcosa di propria iniziativa. Chiederle che cosa prende, senza reazione, è la premessa perché possa dirlo.

## Domande frequenti

### Che differenza c'è tra sport drink ed energy drink?

Sono due prodotti diversi e il documento dell'American Academy of Pediatrics chiede esplicitamente di non usare i due termini come sinonimi (Schneider e Benjamin, 2011). Uno sport drink contiene acqua, carboidrati ed elettroliti, ed è pensato per reidratare e fornire zuccheri durante uno sforzo lungo o intenso. Un energy drink contiene caffeina e altre sostanze stimolanti, spesso insieme a molto zucchero. Lo stesso documento aggiunge che l'assunzione frequente o eccessiva di sport drink calorici può aumentare in modo sostanziale il rischio di sovrappeso e obesità in bambini e adolescenti: nemmeno il prodotto «innocuo» dei due è pensato per essere bevuto a scuola o davanti alla televisione.

### Un integratore fa correre più forte una ragazza di 14 anni?

Nella grande maggioranza dei casi no. Il documento dell'American Academy of Pediatrics sulle sostanze che migliorano la prestazione conclude che nella maggior parte dei giovani atleti il loro uso non produce guadagni significativi rispetto a quelli che arrivano con l'inizio della pubertà e con l'aderenza a un programma adeguato di allenamento e alimentazione (LaBotz e Griesemer, 2016). Il consensus del CIO sugli integratori riconosce buone evidenze di beneficio solo a pochi prodotti — caffeina, creatina, specifici agenti tampone e nitrato — ma lo fa per l'atleta d'élite, cioè su una popolazione adulta e in un contesto di prestazione che non è quello di una quattordicenne (Maughan et al., 2018).

### Quanto è concreto il rischio di contaminazione degli integratori?

È misurato, ed è alto. Nello studio internazionale di riferimento sono stati acquistati 634 integratori non ormonali in 13 Paesi da 215 fornitori diversi: 94, cioè il 14,8%, contenevano steroidi anabolizzanti androgeni non dichiarati in etichetta (Geyer et al., 2004). La quota saliva al 21,1% fra i prodotti di aziende che vendono anche proormoni e restava al 9,6% fra quelle che non li vendono. Lo studio è del 2000-2001 e i campioni erano di quel mercato, ma il problema non si è chiuso lì: una revisione di 23 studi pubblicati fino al 2017 riporta tassi di contaminazione compresi fra il 12% e il 58% (Martínez-Sanz et al., 2017).

### Quanta caffeina è sicura per un'adolescente?

Non esiste una risposta misurata, ed è importante saperlo. Il parere scientifico dell'EFSA dichiara che per bambini e adolescenti le informazioni disponibili non sono sufficienti a derivare un'assunzione sicura di caffeina, e propone di usare come base il valore ricavato negli adulti, 3 mg per kg di peso corporeo (EFSA, 2015). Per un'atleta di 50 kg fanno 150 mg al giorno — ma è un'estrapolazione da dati su adulti, non una soglia misurata su ragazze di quattordici anni. Negli adulti non in gravidanza il parere indica dosi singole fino a 200 mg e un'assunzione abituale fino a 400 mg al giorno come prive di rischi per la sicurezza.

### Gli energy drink sono adatti a chi fa sport a 13-17 anni?

Il documento clinico dell'American Academy of Pediatrics è netto: la caffeina e le altre sostanze stimolanti contenute negli energy drink non hanno alcun posto nella dieta di bambini e adolescenti (Schneider e Benjamin, 2011). È il parere di una società scientifica pediatrica, non l'esito di uno studio sperimentale, e va letto per quello che è: una raccomandazione di prudenza costruita sulla letteratura disponibile. Una revisione successiva sulla caffeina in età pediatrica ricorda inoltre che consumi superiori a 400 mg possono causare danni fisiologici, psicologici e comportamentali, in particolare in chi ha condizioni psichiatriche o cardiache (Temple, 2019).

### La caffeina migliora la prestazione anche nelle atlete adolescenti?

Sulle adolescenti non lo sappiamo con la stessa solidità. La position stand dell'International Society of Sports Nutrition riporta che la caffeina migliora la prestazione a dosi di 3-6 mg per kg di peso corporeo, con benefici da piccoli a moderati su resistenza muscolare, velocità, forza, sprint e salti, e che dosi molto alte come 9 mg/kg si accompagnano a un'alta incidenza di effetti collaterali senza aggiungere beneficio (Guest et al., 2021). Quella letteratura è però costruita in larghissima parte su adulti. Una revisione dedicata all'età pediatrica dice la stessa cosa in modo esplicito: le raccomandazioni sul consumo sicuro nei bambini e negli adolescenti si basano su dati vecchi di decenni, raccolti esclusivamente su adulti (Temple, 2019).

### Che cosa manca davvero nella dieta di un'atleta adolescente?

Micronutrienti che si trovano nel cibo, non prestazione in polvere. In uno studio su 187 atleti canadesi di 11-18 anni, le ragazze di 14-18 anni avevano apporti mediani sotto la razione raccomandata per ferro (91% della RDA), folati (89%) e calcio (84%), mentre la vitamina D era sotto la RDA in tutti i gruppi di atleti e il potassio sotto l'assunzione adeguata (Parnell et al., 2016). La conclusione degli autori è la parte più utile: con l'eccezione della vitamina D e dei carboidrati durante sessioni di esercizio prolungate, l'integrazione è in genere non necessaria. Lo studio è trasversale, su una popolazione canadese e con un solo richiamo alimentare di 24 ore: indica dove guardare, non quanto manchi a una singola atleta.

### Chi dovrebbe decidere se un'atleta prende un integratore?

Un professionista sanitario, dopo una valutazione, e non l'allenatore, la compagna di squadra o il negozio. Il consensus del CIO indica che una valutazione nutrizionale completa va fatta prima di qualsiasi decisione sull'uso di integratori, e raccomanda con forza il parere e l'assistenza di un esperto prima che un'atleta inizi a usarli (Maughan et al., 2018). La ragione non è formale: un integratore ha senso quando c'è una carenza documentata da colmare — il ferro è il caso più frequente nelle atlete adolescenti — e in quel caso la decisione richiede un esame, non un'intuizione.

### Perché le atlete usano integratori più di quanto ci si aspetti?

Perché le ragioni non sono solo sportive. Il documento pediatrico del 2016 osserva che i dati più recenti mostrano come queste sostanze siano spesso usate anche per motivi legati all'aspetto fisico, non solo alla prestazione (LaBotz e Griesemer, 2016). Sulla quantità, l'onestà impone una precisazione: la meta-analisi più ampia, 159 studi, segnala che gli atleti d'élite usano integratori molto più dei non élite e che fra le donne è più diffuso il ferro, ma dichiara anche una qualità metodologica generalmente bassa — in media il 43% dei punti disponibili nella scala di valutazione (Knapik et al., 2016). Una revisione più recente conferma che la mancanza di definizioni omogenee rende difficile confrontare le prevalenze fra studi (Daher et al., 2022). Non esiste, oggi, un numero affidabile per le ragazze italiane di 13-17 anni.

## Fonti

- LaBotz M., Griesemer B.A.; Council on Sports Medicine and Fitness, American Academy of Pediatrics. **Use of Performance-Enhancing Substances.** *Pediatrics*, 2016;138(1):e20161300. (**documento clinico di una società scientifica pediatrica**, non uno studio sperimentale; rassegna dell'epidemiologia dell'uso di sostanze che migliorano la prestazione in età pediatrica; preoccupazioni indicate: alti tassi di contaminazione dei prodotti, correlazione con l'uso futuro di steroidi anabolizzanti androgeni, effetti sull'esperienza dello sport giovanile; conclude che per la maggior parte dei giovani atleti l'uso non produce guadagni significativi rispetto a quelli della pubertà e di un programma adeguato di nutrizione e allenamento) [doi:10.1542/peds.2016-1300](https://doi.org/10.1542/peds.2016-1300)
- Schneider M.B., Benjamin H.J.; Committee on Nutrition and Council on Sports Medicine and Fitness, American Academy of Pediatrics. **Sports drinks and energy drinks for children and adolescents: are they appropriate?** *Pediatrics*, 2011;127(6):1182-1189. (**documento clinico di una società scientifica pediatrica**; distingue sport drink ed energy drink e chiede di non usare i termini come sinonimi; conclude che caffeina e altre sostanze stimolanti degli energy drink non hanno posto nella dieta di bambini e adolescenti, e che l'assunzione frequente o eccessiva di sport drink calorici può aumentare in modo sostanziale il rischio di sovrappeso e obesità; propone lo screening del consumo durante la visita annuale) [doi:10.1542/peds.2011-0965](https://doi.org/10.1542/peds.2011-0965)
- Geyer H., Parr M.K., Mareck U., Reinhart U., Schrader Y., Schänzer W. **Analysis of non-hormonal nutritional supplements for anabolic-androgenic steroids — results of an international study.** *International Journal of Sports Medicine*, 2004;25(2):124-129. (**634 integratori non ormonali** acquistati fra l'ottobre 2000 e il novembre 2001 in 13 Paesi da 215 fornitori, 91,2% in negozio e 8,2% su internet; analisi in gascromatografia-spettrometria di massa; **94 campioni, 14,8%, contenevano steroidi anabolizzanti androgeni non dichiarati in etichetta**; 21,1% fra i prodotti di aziende che vendono proormoni contro 9,6% delle altre; dati non affidabili per 66 campioni, 10,4%, per effetti di matrice; concentrazioni da 0,01 a 190 µg/g; **campionamento di mercato del 2000-2001**) [doi:10.1055/s-2004-819955](https://doi.org/10.1055/s-2004-819955)
- Martínez-Sanz J.M., Sospedra I., Ortiz C.M., Baladía E., Gil-Izquierdo A., Ortiz-Moncada R. **Intended or Unintended Doping? A Review of the Presence of Doping Substances in Dietary Supplements Used in Sports.** *Nutrients*, 2017;9(10):1093. (**revisione**: 446 studi identificati, **23 inclusi**, pubblicati fino a settembre 2017; sostanze proibite dalla WADA presenti nella maggior parte degli integratori analizzati negli studi inclusi, fra cui proormoni e stimolanti; **tassi di contaminazione riportati fra il 12% e il 58%**; popolazioni e prodotti eterogenei) [doi:10.3390/nu9101093](https://doi.org/10.3390/nu9101093)
- EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA). **Scientific Opinion on the safety of caffeine.** *EFSA Journal*, 2015;13(5):4102. (**parere scientifico di un'agenzia europea**, non uno studio; per **bambini e adolescenti le informazioni disponibili sono dichiarate insufficienti a derivare un'assunzione sicura di caffeina**, e il valore adulto di 3 mg/kg di peso corporeo è indicato come possibile base di partenza; per gli adulti non in gravidanza: dosi singole fino a 200 mg, pari a circa 3 mg/kg per un adulto di 70 kg, e consumo abituale fino a 400 mg al giorno non destano preoccupazioni per la sicurezza) [doi:10.2903/j.efsa.2015.4102](https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4102)
- Temple J.L. **Review: Trends, Safety, and Recommendations for Caffeine Use in Children and Adolescents.** *Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry*, 2019;58(1):36-45. (**revisione narrativa** della letteratura su tendenze e sicurezza della caffeina ingerita in età pediatrica; dichiara che le raccomandazioni sul consumo sicuro **si basano su dati vecchi di decenni raccolti esclusivamente su adulti**; consumi moderati risultano relativamente sicuri, mentre dosi superiori a 400 mg possono causare danni fisiologici, psicologici e comportamentali, in particolare in sottogruppi con condizioni psichiatriche o cardiache) [doi:10.1016/j.jaac.2018.06.030](https://doi.org/10.1016/j.jaac.2018.06.030)
- Guest N.S., VanDusseldorp T.A., Nelson M.T., Grgic J., Schoenfeld B.J., Jenkins N.D.M., et al. **International society of sports nutrition position stand: caffeine and exercise performance.** *Journal of the International Society of Sports Nutrition*, 2021;18(1):1. (**position stand di una società scientifica**; la caffeina migliora la prestazione a dosi di **3-6 mg/kg di peso corporeo**, con benefici da piccoli a moderati su resistenza muscolare, velocità di movimento, forza, sprint e salti e i più consistenti sulla resistenza aerobica; dose minima efficace possibilmente fino a 2 mg/kg; dosi molto alte, es. 9 mg/kg, con alta incidenza di effetti collaterali e senza beneficio aggiuntivo; assunzione tipica 60 minuti prima dell'esercizio; **letteratura costruita in larghissima parte su partecipanti ADULTI**) [doi:10.1186/s12970-020-00383-4](https://doi.org/10.1186/s12970-020-00383-4)
- Maughan R.J., Burke L.M., Dvorak J., Larson-Meyer D.E., Peeling P., Phillips S.M., et al. **IOC consensus statement: dietary supplements and the high-performance athlete.** *British Journal of Sports Medicine*, 2018;52(7):439-455. (**documento di consenso** del Comitato Olimpico Internazionale; buone evidenze di beneficio solo per pochi prodotti — caffeina, creatina, specifici agenti tampone e nitrato; raccomanda una valutazione nutrizionale completa **prima** di ogni decisione sull'uso di integratori e il parere di un professionista esperto; segnala l'ingestione inavvertita di sostanze proibite come rischio noto; **riferito all'ATLETA D'ÉLITE ADULTO**) [doi:10.1136/bjsports-2018-099027](https://doi.org/10.1136/bjsports-2018-099027)
- Parnell J.A., Wiens K., Erdman K.A. **Dietary Intakes and Supplement Use in Pre-Adolescent and Adolescent Canadian Athletes.** *Nutrients*, 2016;8(9):526. (**studio trasversale** su 187 atlete e atleti canadesi di **11-18 anni**, con un richiamo alimentare online di 24 ore e un questionario sugli integratori; nelle **ragazze di 14-18 anni** apporti mediani sotto la RDA per ferro 91%, folati 89% e calcio 84%; vitamina D sotto la RDA e potassio sotto l'assunzione adeguata in tutti i gruppi; gli autori concludono che, con l'eccezione della vitamina D e dei carboidrati durante sessioni prolungate, l'integrazione è in genere non necessaria; **un solo richiamo di 24 ore per partecipante, popolazione canadese**) [doi:10.3390/nu8090526](https://doi.org/10.3390/nu8090526)
- Knapik J.J., Steelman R.A., Hoedebecke S.S., Austin K.G., Farina E.K., Lieberman H.R. **Prevalence of Dietary Supplement Use by Athletes: Systematic Review and Meta-Analysis.** *Sports Medicine*, 2016;46(1):103-123. (revisione sistematica con meta-analisi, **159 studi**; gli atleti d'élite usano integratori molto più dei non élite; fra le donne è più diffuso l'uso di ferro, fra gli uomini quello di vitamina E, proteine e creatina; **qualità metodologica generalmente bassa — in media il 43% ± 16% dei punti disponibili nella scala usata — e bassa omogeneità fra studi, dichiarate dagli autori**) [doi:10.1007/s40279-015-0387-7](https://doi.org/10.1007/s40279-015-0387-7)
- Daher J., Mallick M., El Khoury D. **Prevalence of Dietary Supplement Use among Athletes Worldwide: A Scoping Review.** *Nutrients*, 2022;14(19):4109. (**scoping review** di 26 articoli originali pubblicati dopo il 2017; la prevalenza d'uso varia molto fra gli studi, con differenze per sesso nei tipi di integratore usati; gli autori dichiarano che la **mancanza di omogeneità nelle definizioni di integratore e di «uso», nelle finestre temporali e nei metodi di raccolta rende difficile confrontare i risultati fra studi**) [doi:10.3390/nu14194109](https://doi.org/10.3390/nu14194109)

*Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere medico, valutazione clinica né consulenza nutrizionale. Le dosi citate provengono dalle fonti indicate e non sono una raccomandazione: per bambini e adolescenti l'EFSA dichiara insufficienti i dati per derivare un'assunzione sicura di caffeina. Stanchezza persistente, calo di prestazione senza una causa di carico, alterazioni del ciclo mestruale, palpitazioni o disturbi del sonno vanno valutati da un professionista sanitario, così come qualsiasi decisione sull'uso di integratori in una minorenne.*
