Perdo urina quando salto: il sintomo di cui quasi nessuna atleta parla

Tra le atlete adolescenti la prevalenza media di perdite di urina durante lo sport è del 48,6%, e arriva all'80% nel trampolino elastico. Eppure l'87% dice che non ne parlerebbe con il proprio allenatore. Non è normale, non è colpa loro, e non è nemmeno un destino: ecco i dati, e cosa si può fare senza medicalizzare nulla.

Perdere qualche goccia di urina quando salto è normale per un'atleta?

È frequente, ma frequente non vuol dire normale. Una revisione sistematica su 633 atlete adolescenti (età media 16,15 anni) ha trovato una prevalenza di incontinenza urinaria tra il 18,2% e l'80% a seconda dello sport, con una media del 48,58% (Rial Rebullido et al., 2021). È quindi un sintomo molto comune tra chi fa sport d'impatto, non una caratteristica inevitabile del corpo femminile: è un segnale che merita di essere detto a qualcuno, non nascosto.

In quali sport succede di più?

In quelli con salti e atterraggi ripetuti. Nella stessa revisione la prevalenza più alta è nel trampolino elastico (80%), seguito dal salto con la corda (75%) e dal calcio (62,8%): gli sport classificati ad alto impatto sono quelli con i numeri peggiori (Rial Rebullido et al., 2021). Uno studio su 319 tra ginnaste e cheerleader di 12-36 anni (età media 17,4) ha inoltre rilevato che allenarsi 4 o più giorni a settimana era associato in modo significativo all'incontinenza da sforzo (Skaug et al., 2022).

Quante ragazze ne parlano con l'allenatore o con un medico?

Pochissime. Nella revisione sulle adolescenti, l'87% ha dichiarato che non parlerebbe dei propri sintomi con l'allenatore, e tra il 69% e il 90% non aveva mai sentito nominare l'allenamento del pavimento pelvico (Rial Rebullido et al., 2021). Tra i 325 atleti dei Mondiali under 20 di Lima 2024, il 78,2% di chi aveva sintomi non ne aveva mai parlato con nessuno, il 95,1% non si era rivolto a uno specialista e l'88% non era mai stato sottoposto a uno screening (Giagio et al., 2025).

Si può fare qualcosa? E vale anche per le adolescenti?

Sì per la prima domanda, con onestà sulla seconda. Una revisione sistematica di sei studi su 131 atlete ha trovato miglioramenti dei sintomi in cinque studi su sei dopo programmi di allenamento del pavimento pelvico di 8 settimane-4 mesi (Demeco et al., 2024). Ma l'età media di quelle partecipanti è 23,19 anni: sono atlete adulte. Gli stessi autori segnalano che l'evidenza specifica sulle atlete adolescenti è molto limitata. Quindi: la direzione è incoraggiante, il dato sulle 13-14enni non c'è ancora, e la valutazione va fatta da un professionista sanitario, non da un'app né dall'allenatore.

Le perdite di urina possono far smettere di fare sport?

Possono ridurre l'allenamento, ed è documentato. Tra 319 ginnaste e cheerleader, l'82,6% di chi aveva incontinenza da sforzo riferiva un effetto negativo sulla propria prestazione sportiva, il 28,4% usava assorbenti protettivi e il 22,4% evitava a volte l'allenamento o esercizi specifici proprio a causa delle perdite (Skaug et al., 2022). Nessuno lo registra come infortunio, ma toglie allenamenti allo stesso modo.