# La visita di idoneità agonistica: cosa vede, e cosa non vede in un'atleta adolescente

> Ogni anno, prima di poter giocare, un'atleta passa da un ambulatorio e ne esce con un certificato. Gli accertamenti che la legge italiana prevede dal 1982 sono cinque — visita medica, esame completo delle urine, elettrocardiogramma a riposo e dopo sforzo, spirografia — e sono nati per intercettare un problema preciso: le cardiopatie che causano morte improvvisa. Su quel fronte i dati del Veneto mostrano un calo dell'89% dell'incidenza. Ma nessuno dei cinque riguarda il ciclo mestruale, la disponibilità energetica, il ferro o la salute ossea: cioè le cose che, statisticamente, fermano di più una ragazza di 14 anni. Cosa copre il certificato, cosa non copre, e quali domande vale la pena portarsi in ambulatorio.

**Risposta in breve:** Prevede cinque accertamenti fissati dal DM 18 febbraio 1982: visita medica, esame completo delle urine, elettrocardiogramma a riposo e dopo sforzo, spirografia. È uno screening cardiologico, e sul suo bersaglio funziona — nel Veneto l'incidenza di morte cardiovascolare improvvisa negli atleti sottoposti a screening è scesa dell'89% (Corrado et al., 2006; 55 decessi, di cui 50 maschi, età media 23,3 anni). Non è invece uno screening della salute dell'atleta adolescente: ciclo, disponibilità energetica, ferro e salute ossea non sono nella lista.

- Pagina: https://www.babsport.com/blog/visita-idoneita-sportiva-giovani-atlete
- Fonte markdown: https://www.babsport.com/blog/visita-idoneita-sportiva-giovani-atlete.md
- Pubblicato: 2026-08-28
- Aggiornato: 2026-08-28
- Autore: Sajid Hossain
- Editore: BAB — Breaking All Barriers (https://www.babsport.com/)
- Tag: idoneita-agonistica, screening-pre-partecipazione, amenorrea, red-s, ferro
- Come citare: BAB — Breaking All Barriers, «La visita di idoneità agonistica: cosa vede, e cosa non vede in un'atleta adolescente», https://www.babsport.com/blog/visita-idoneita-sportiva-giovani-atlete
- Nota: contenuto educativo, non parere medico. Ogni affermazione di salute è ancorata a una fonte elencata in «Fonti»; quando uno studio è condotto su adulti, il testo lo dichiara.

---

Ogni anno, prima di poter scendere in campo, un'atleta passa da un ambulatorio. Le misurano la pressione, le fanno correre su un gradino, le attaccano gli elettrodi, e alla fine esce con un foglio. Quel foglio è la condizione per giocare, e in Italia esiste da più di quarant'anni.

È una buona notizia: pochi Paesi hanno un contatto sanitario obbligatorio e ricorrente con ogni ragazzo e ogni ragazza che fa sport a livello agonistico. Il problema non è che la visita esista, e non è nemmeno che faccia male il proprio lavoro. Il problema è che **la visita fa esattamente il lavoro per cui è stata progettata nel 1982** — e quel lavoro è uno solo.

> **In breve**
> - Gli accertamenti obbligatori sono **cinque**, fissati dal **DM 18 febbraio 1982**: visita medica, esame completo delle urine, **ECG a riposo**, **ECG dopo sforzo**, **spirografia**.
> - Lo stesso decreto lascia al medico la **facoltà** di richiedere altri esami «su motivato sospetto clinico»: la lista è un minimo, non un tetto.
> - Sul suo bersaglio lo screening funziona: nel Veneto l'incidenza di morte cardiovascolare improvvisa negli atleti sottoposti a screening è passata da **4,19 a 0,87 per 100.000 anni-persona** fra il 1979 e il 2004 (**-89%**), mentre nei non atleti non sottoposti a screening è rimasta stabile (Corrado et al., 2006).
> - Quel risultato è stato misurato su una popolazione **quasi tutta maschile e adulta**: dei 55 decessi fra gli atleti, **50 erano maschi** e l'età media era **23,3 anni**.
> - **Nessuno dei cinque accertamenti** riguarda ciclo mestruale, disponibilità energetica, ferro o salute ossea.
> - Dove i moduli di screening sono stati contati, le domande sul ciclo mancano: su **287 moduli** di università NCAA di Divisione I, solo il **9%** conteneva almeno 9 dei 12 quesiti raccomandati per la Triade dell'atleta femminile, e il **44%** ne conteneva **4 o meno** (Mencias et al., 2012; **atlete universitarie, in prevalenza adulte**).

## Cosa prevede, per legge, la visita di idoneità agonistica?

**Cinque accertamenti, elencati in un decreto del 1982.** La norma di riferimento è il Decreto del Ministero della Sanità del 18 febbraio 1982, «Norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 63 del 5 marzo 1982. Chi pratica attività agonistica deve sottoporsi «previamente e periodicamente» al controllo dell'idoneità specifica allo sport praticato, e gli accertamenti previsti sono:

| Accertamento | Cosa guarda |
| --- | --- |
| Visita medica | Anamnesi ed esame obiettivo generale |
| Esame completo delle urine | Funzione renale, indicatori metabolici |
| Elettrocardiogramma a riposo | Attività elettrica del cuore in condizioni basali |
| Elettrocardiogramma dopo sforzo | Risposta elettrica del cuore al carico |
| Spirografia | Volumi e flussi respiratori |

Esami e periodicità variano per disciplina secondo le tabelle allegate al decreto, ed è la federazione sportiva nazionale o l'ente riconosciuto a stabilire quali atleti rientrino nella qualifica di agonisti.

Un dettaglio della norma conta più di quanto sembri, e va detto subito perché regge tutto il resto dell'articolo: il medico visitatore **ha facoltà** di richiedere ulteriori esami specialistici e strumentali su motivato sospetto clinico. La lista dei cinque è un **minimo obbligatorio**, non un limite massimo. Tutto ciò che sta fuori dalla lista non è vietato — è semplicemente **non garantito**, e dipende da cosa quel medico, in quei dieci minuti, ha modo e motivo di sospettare.

## Lo screening italiano funziona?

**Sul problema per cui è stato costruito, i dati disponibili dicono di sì.** Lo studio di riferimento è una analisi di popolazione condotta nella regione Veneto su persone di 12-35 anni fra il 1979 e il 2004, che ha confrontato l'andamento della morte cardiovascolare improvvisa negli atleti sottoposti a screening e nei non atleti non sottoposti a screening ([Corrado et al., 2006](https://doi.org/10.1001/jama.296.13.1593)).

Negli atleti l'incidenza è passata da **4,19 per 100.000 anni-persona** nel periodo precedente lo screening (1979-1981) a **2,35** nella fase iniziale (1982-1992) e a **0,87** nella fase avanzata (1993-2004): un calo dell'**89%**. Nella popolazione non atletica, nello stesso arco di tempo, l'incidenza è rimasta sostanzialmente immobile: 0,77, poi 0,79, poi 0,81. È il confronto fra le due curve — una che scende, l'altra che non si muove — a rendere il risultato interessante.

Due limiti vanno però tenuti insieme al numero, perché senza di essi il dato viene usato per dire più di quello che dice.

Il primo è di disegno: si tratta di uno **studio osservazionale sull'andamento nel tempo**, non di un esperimento. Osservare che una curva scende dopo l'introduzione di un programma è compatibile con l'ipotesi che il programma funzioni, ma non la dimostra come farebbe un confronto randomizzato — che su un evento tanto raro nessuno ha mai potuto condurre.

Il secondo limite è quello che riguarda direttamente le lettrici di questo sito. Dei **55 decessi** registrati fra gli atleti nell'intero periodo, **50 erano maschi e 5 femmine**, con età media **23,3 anni**. Il pilastro della visita sportiva italiana, in altre parole, è stato validato su una popolazione fatta in larghissima parte di **uomini adulti**. Questo non lo rende inutile per una quattordicenne — un cuore è un cuore — ma dice qualcosa di preciso su quale problema quel sistema sia stato progettato per vedere, e su chi avesse in mente mentre lo faceva.

## Cosa non guarda la visita in un'atleta adolescente?

**Le tre cose che, statisticamente, hanno più probabilità di fermarla.** Torniamo alla tabella dei cinque accertamenti e proviamo a cercarci dentro:

- il **ciclo mestruale**: non c'è;
- la **disponibilità energetica**, cioè se quello che mangia copre quello che spende: non c'è;
- il **ferro**: non c'è (l'esame delle urine sì, l'emocromo e la ferritina no);
- la **salute ossea**: non c'è.

Non è un elenco polemico, è una lettura della lista. E il punto non è che il decreto avrebbe dovuto prevederli — nel 1982 la RED-S non era ancora stata definita, e la letteratura sulla salute dell'atleta femminile era una frazione di quella attuale. Il punto è che oggi, quando una famiglia esce dall'ambulatorio con un certificato in mano, quel foglio dice una cosa molto più stretta di quella che sembra dire.

Perché è proprio quel territorio non coperto a essere denso di cose che accadono davvero. La [bassa disponibilità energetica](/blog/red-s-bassa-disponibilita-energetica) è il meccanismo che il documento di consenso del Comitato Olimpico Internazionale descrive con effetti su salute ossea, sistema endocrino, metabolismo e salute mentale ([Mountjoy et al., 2023](https://doi.org/10.1136/bjsports-2023-106994)). La [carenza di ferro](/blog/ferro-atlete-adolescenti) è una delle condizioni più comuni nelle adolescenti che si allenano e ha effetti misurabili sulla fatica. Le [fratture da stress](/blog/salute-ossea-fratture-da-stress-giovani-atlete) hanno nella salute ossea e nella disponibilità energetica i loro determinanti principali. Nessuno di questi tre percorsi passa dall'elettrocardiogramma.

## Il modulo chiede del ciclo mestruale?

**Dove qualcuno è andato a contare le domande, la risposta è: molto meno di quanto ci si aspetterebbe.**

Il primo dato viene da atlete della stessa età di cui parliamo qui. Analizzando i moduli di valutazione pre-partecipazione di **207 atlete di scuola superiore** dell'Ohio, la quota con disfunzione mestruale rilevata dal questionario risultava del **7%**, con età media al menarca di 11,94 anni e 11,51 cicli l'anno. Gli autori non presentano quel 7% come una buona notizia: lo confrontano con le stime della letteratura, molto più alte, e concludono che la spiegazione più probabile sia nei **limiti del questionario**, non in una prevalenza realmente bassa ([Fischer e Young, 2014](https://doi.org/10.3928/19425864-20141008-01)).

Il secondo dato riguarda atlete più grandi, e va etichettato come tale: su **287 moduli** raccolti da **257 università NCAA di Divisione I** (74% di quelle invitate), solo **25 atenei (9%)** includevano almeno 9 dei 12 quesiti raccomandati dalla Female Athlete Triad Coalition per lo screening primario della Triade, mentre **127 (44%)** ne includevano **4 o meno**. Le domande omesse in più del 40% dei moduli erano quelle più scomode e più informative: perdere peso per rispondere ai requisiti estetici di uno sport, ricorrere a vomito, diuretici o lassativi per dimagrire, e il **numero di cicli negli ultimi 12 mesi** ([Mencias et al., 2012](https://doi.org/10.1097/JSM.0b013e3182425aee)). Nello stesso studio, il 100% delle università richiedeva una valutazione pre-partecipazione per le matricole, ma solo il **32%** la richiedeva ogni anno per chi era già tesserata.

Questi due studi vengono da un sistema diverso dal nostro: negli Stati Uniti la valutazione pre-partecipazione ruota attorno a un modulo compilato, mentre in Italia c'è una visita medica in presenza con esami strumentali obbligatori. Non sono trasferibili come stime di prevalenza. Ma il meccanismo che descrivono attraversa i due sistemi senza fatica: **se la domanda non è nel protocollo, la risposta dipende da chi si ha davanti** — e in un ambulatorio con un'agenda piena, «dipende da chi si ha davanti» significa, per una parte delle ragazze, che nessuno chiederà.

Vale la pena aggiungere il tassello che questo sito documenta altrove: quando anche la domanda arriva, il silenzio ha già una sua storia. Solo l'**11%** delle atlete parla di ciclo mestruale con chi la allena — il 4% se è un uomo — e l'**88%** ha imparato queste cose da sola ([Höök et al., 2022](https://doi.org/10.3390/ijerph191911932); campione misto per età). Chiedere in ambulatorio non è la stessa cosa che chiedere a bordo campo, ma la difficoltà a nominare le cose viaggia con la ragazza, non con la stanza.

## Perché il ciclo dovrebbe interessare a chi firma un certificato?

**Perché è una delle poche informazioni che riassumono molte cose insieme.** Un ciclo regolare non è una garanzia di salute, ma un ciclo che scompare in un'atleta che si allena è un'informazione clinica densa: può accompagnare la [bassa disponibilità energetica](/blog/red-s-bassa-disponibilita-energetica), è uno dei tre elementi della Triade dell'atleta femminile, e si associa a una riduzione della salute ossea in una finestra della vita in cui la massa ossea si sta ancora costruendo.

I numeri sulla frequenza del fenomeno vengono da popolazioni miste per età, e vanno letti così. Nello studio su 1.086 atlete di Svezia e Norvegia il **22%** riferiva un episodio di **amenorrea**, e circa una su cinque non aveva nessuno con cui parlarne in ambito sportivo; solo il **3%** aveva accesso a un ginecologo attraverso lo sport ([Höök et al., 2022](https://doi.org/10.3390/ijerph191911932)). Nella revisione sistematica su 60 studi e 6.380 atlete non in contraccezione ormonale, la **dismenorrea** risultava il disturbo del ciclo più prevalente, al **32,3%**, con un intervallo fra gli studi che va dal 7,8% all'85,6% ([Taim et al., 2023](https://doi.org/10.1007/s40279-023-01871-8)).

Nessuno di questi dati chiede a un medico dello sport di diventare un ginecologo. Chiedono qualcosa di più modesto: che la domanda venga fatta, e che quando la risposta è «da otto mesi non mi viene», quella frase finisca da qualche parte invece di restare nella stanza.

## Cosa portarsi alla visita di idoneità?

**Tre informazioni preparate prima, perché in ambulatorio il tempo è poco e la memoria è cattiva.** Non sono esami da chiedere né diagnosi da proporre: sono i dati che rendono possibile al medico di esercitare quella facoltà che il decreto gli riconosce.

**1. La storia del ciclo, in due righe.** Se è arrivato e quando; quanti cicli negli ultimi dodici mesi; se ci sono stati mesi saltati e quanti. È esattamente l'informazione che i moduli americani omettono più spesso ([Mencias et al., 2012](https://doi.org/10.1097/JSM.0b013e3182425aee)) e che nel protocollo italiano non è prevista come voce obbligatoria. Non serve un diario clinico: serve un numero.

**2. Il carico di allenamento reale.** Quante ore a settimana, in quanti sport, con quante settimane consecutive senza pausa. È il denominatore di ogni ragionamento sulla disponibilità energetica, e nessun esame della lista lo misura. Su come quel numero pesi nella crescita, questo sito ha una pagina dedicata alla [specializzazione precoce](/blog/specializzazione-precoce-giovani-atlete).

**3. I segnali che si ripetono.** Stanchezza sproporzionata al carico, infortuni che tornano nella stessa sede, prestazioni che calano senza spiegazione, fratture pregresse. Sono i tre o quattro fatti che, messi in fila, possono costituire quel «motivato sospetto clinico» che apre la porta a un esame in più.

Una nota sul tono, perché conta: nessuna di queste tre cose va portata come una richiesta di prestazione. Vanno portate come informazioni. La differenza fra «vorrei che le facesse la ferritina» e «negli ultimi mesi è sempre stanca e il ciclo è abbondante» è che la seconda frase mette il medico nella posizione di decidere, che è la sua.

## Cosa può fare una società sportiva?

**Tre cose concrete, nessuna delle quali richiede competenze cliniche o costi.**

**Ricordare la scadenza e non solo raccoglierla.** Molte società trattano il certificato come un adempimento di segreteria: arriva, si archivia, si controlla la data. Quel foglio è però anche l'unico appuntamento sanitario ricorrente di molte ragazze in quegli anni. Una società può ricordare la visita con una riga in più: «prima di andare, se c'è qualcosa che noti da mesi, scrivilo su un biglietto e portalo».

**Non chiedere il contenuto.** Il certificato che una società riceve dice idoneo o non idoneo; le informazioni cliniche restano fra l'atleta, la famiglia e il medico. Chiedere dettagli è insieme sbagliato e controproducente: la disponibilità a nominare i sintomi cresce dove nessuno pretende di conoscerli. È la stessa logica per cui i segnali di squadra vanno letti in [forma aggregata](/blog/parlare-di-ciclo-con-allenatore) invece che individuale.

**Sapere che il certificato non copre ciò che si vede in palestra.** Un'atleta con l'idoneità in regola può essere in difficoltà, e chi la allena la vede tre volte a settimana mentre il medico la vede una volta l'anno. Un'atleta che salta i pasti, che si infortuna di continuo, che è sempre stanca, o le cui [parole sul proprio corpo](/blog/parole-allenatore-salute-atlete) cambiano di tono, sta dicendo qualcosa che nessun elettrocardiogramma registrerà. La risposta giusta non è una diagnosi: è indirizzare verso qualcuno che possa guardarla per intero.

## Il ruolo di BAB

BAB non sostituisce nessun percorso sanitario e non produce valutazioni cliniche. Fa una cosa più semplice e complementare al certificato: dà alle atlete un modo di annotare come stanno nel tempo — energia, sonno, dolore, ciclo — e allo staff una lettura **aggregata e anonima** dei segnali di squadra, senza che nessuna ragazza debba esporsi davanti al gruppo.

Il valore, rispetto alla visita, sta nella frequenza. Un certificato fotografa un giorno; una stagione è fatta di duecento. Quando arriva l'appuntamento annuale in ambulatorio, avere in mano «negli ultimi tre mesi il ciclo è saltato due volte e la stanchezza è aumentata dopo il torneo di marzo» è molto diverso dal provare a ricostruirlo a memoria in dieci minuti.

## Quando è il caso di rivolgersi a un professionista

Alcune situazioni non aspettano la scadenza del certificato. Un ciclo assente da tre mesi o più in una ragazza che aveva già cicli regolari, cicli mai comparsi entro i quindici anni, stanchezza persistente e sproporzionata al carico di allenamento, dolore osseo localizzato che peggiora con l'attività, o un rapporto con il cibo che diventa fonte di ansia: sono tutti motivi per parlare con il pediatra, il medico di famiglia o il medico dello sport **senza aspettare**, indipendentemente dal fatto che l'idoneità sia stata rilasciata.

Il certificato non è una scadenza oltre la quale nulla può succedere. È uno screening, con un bersaglio dichiarato e dei confini precisi — e conoscere quei confini è il modo migliore per usarlo bene.

## Domande frequenti

### Cosa prevede esattamente la visita di idoneità sportiva agonistica in Italia?

Gli accertamenti sono fissati dal Decreto del Ministero della Sanità del 18 febbraio 1982 e sono cinque: visita medica, esame completo delle urine, elettrocardiogramma a riposo, elettrocardiogramma dopo sforzo e spirografia — con esami e periodicità che variano per sport secondo le tabelle allegate al decreto. Lo stesso decreto lascia al medico visitatore la facoltà di richiedere ulteriori esami specialistici e strumentali «su motivato sospetto clinico»: la lista è un minimo obbligatorio, non un tetto.

### Perché in Italia c'è l'elettrocardiogramma nella visita sportiva?

Perché lo screening italiano è nato per intercettare le cardiopatie che possono causare morte improvvisa in un giovane che si allena, ed è obbligatorio per legge dal 1982. Il dato di esito più citato viene dal Veneto: fra il 1979 e il 2004 l'incidenza di morte cardiovascolare improvvisa negli atleti sottoposti a screening è passata da 4,19 a 0,87 per 100.000 anni-persona, un calo dell'89%, mentre nella popolazione non atletica e non sottoposta a screening è rimasta stabile (Corrado et al., 2006). Va letto per quello che è: uno studio osservazionale sull'andamento nel tempo, non un esperimento — e dei 55 decessi registrati fra gli atleti, 50 riguardavano maschi e l'età media era 23,3 anni.

### La visita di idoneità controlla il ciclo mestruale di un'atleta?

Non fra gli accertamenti obbligatori. I cinque esami previsti dal DM 18 febbraio 1982 sono di ambito cardiologico, respiratorio e urinario: nessuno riguarda la storia mestruale. Se ne viene chiesto qualcosa, avviene dentro l'anamnesi generale ed è quindi lasciato alla sensibilità e al tempo del singolo medico. Non è vietato chiederlo: semplicemente, non è prescritto — e ciò che non è prescritto non è garantito.

### Un certificato di idoneità significa che l'atleta sta bene?

Significa che non sono emerse controindicazioni a praticare quello sport in forma agonistica, secondo gli accertamenti previsti. È un'affermazione più stretta di «sta bene». Un'atleta con ferro basso, con un ciclo scomparso da mesi o in bassa disponibilità energetica può ottenere l'idoneità senza che nessuno di quei tre problemi venga rilevato, perché non c'è un esame della lista che li cerchi.

### I moduli di screening chiedono davvero del ciclo alle atlete adolescenti?

Molto meno di quanto ci si aspetterebbe, e lo mostrano i dati dove i moduli sono stati contati. Nell'analisi dei moduli di 207 atlete di scuola superiore dell'Ohio, la quota con disfunzione mestruale rilevata dal questionario risultava del 7%: gli autori stessi indicano come spiegazione più probabile non una prevalenza realmente bassa, ma i limiti del modulo (Fischer e Young, 2014). Nelle università NCAA di Divisione I, su 287 moduli raccolti solo il 9% conteneva almeno 9 dei 12 quesiti raccomandati per lo screening della Triade dell'atleta femminile, mentre il 44% ne conteneva 4 o meno; fra le domande omesse in più del 40% dei moduli c'era proprio il numero di cicli negli ultimi 12 mesi (Mencias et al., 2012 — atlete universitarie, quindi in prevalenza adulte).

### Cosa può chiedere un genitore alla visita di idoneità sportiva?

Tre domande semplici, che nessun esame della lista copre e che spostano la conversazione dove serve: se il ciclo è arrivato e se è regolare da quando è arrivato; se l'apporto di cibo è adeguato rispetto al carico di allenamento; se c'è motivo, nella storia di quella ragazza, di guardare il ferro. Sono domande che il medico può decidere di approfondire — il decreto del 1982 gli riconosce la facoltà di richiedere ulteriori esami su motivato sospetto clinico — ma quasi sempre qualcuno deve porle per primo.

### Il certificato di idoneità agonistica quanto dura e a che età serve?

La periodicità è indicata nelle tabelle allegate al DM 18 febbraio 1982 e varia in base allo sport praticato; l'obbligo riguarda chi svolge attività sportiva agonistica, qualifica che spetta alle federazioni sportive nazionali o agli enti riconosciuti stabilire. Per le atlete di 13-17 anni questo significa, in pratica, un appuntamento medico ricorrente — spesso l'unico contatto sanitario regolare di una ragazza in quegli anni. È anche per questo che vale la pena arrivarci con qualcosa da chiedere.

### Un ciclo che sparisce va segnalato al medico dello sport?

Sì, e non perché sia un'emergenza, ma perché è un segnale che nessun esame della visita andrebbe a cercare. L'assenza del ciclo in un'atleta che si allena può accompagnare una condizione di bassa disponibilità energetica, la RED-S, che il documento di consenso del Comitato Olimpico Internazionale descrive con effetti su ossa, sistema endocrino, metabolismo e salute mentale (Mountjoy et al., 2023). Nello studio su 1.086 atlete di Svezia e Norvegia, il 22% riferiva un episodio di amenorrea e circa una su cinque non aveva nessuno con cui parlarne in ambito sportivo (Höök et al., 2022; campione misto per età, adulte e adolescenti insieme). Un ciclo scomparso non è un indicatore di buon allenamento: è un'informazione clinica, e va portata a un professionista sanitario.

### La visita di idoneità sostituisce il pediatra o il medico di famiglia?

No, e confonderli è l'equivoco più costoso. La visita di idoneità risponde a una domanda amministrativa e circoscritta — questa persona può praticare questo sport in forma agonistica? — con gli accertamenti previsti dalla norma. La salute complessiva di un'adolescente che cresce, si allena e ha un ciclo mestruale è un'altra conversazione, con altri tempi e altri interlocutori. Il certificato non è una pagella dello stato di salute: è l'esito di uno screening con un bersaglio dichiarato.

### Perché il ferro non è nella lista degli esami obbligatori?

Perché la batteria del 1982 è stata costruita attorno al rischio cardiovascolare acuto, non attorno ai fattori che limitano la salute e la prestazione di un'atleta adolescente nel corso di una stagione. L'esame completo delle urine c'è; l'emocromo e la ferritina no. Non è una svista da correggere qui: è la conseguenza di come è stato definito l'obiettivo dello screening più di quarant'anni fa. Chi ha motivo di sospettare una carenza — stanchezza sproporzionata al carico, ciclo abbondante, dieta senza carne — deve chiedere che se ne parli, perché la lista da sola non ci arriva.

## Fonti

- Ministero della Sanità. **Decreto 18 febbraio 1982 — Norme per la tutela sanitaria dell'attività sportiva agonistica.** *Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana*, Serie Generale n. 63, 5 marzo 1982. (**fonte normativa primaria, non uno studio**: stabilisce l'obbligo di controllo dell'idoneità specifica per chi pratica attività agonistica; gli accertamenti previsti dalle tabelle allegate sono visita medica, esame completo delle urine, elettrocardiogramma a riposo, elettrocardiogramma dopo sforzo e spirografia, con esami e periodicità variabili per disciplina; il medico visitatore ha facoltà di richiedere ulteriori esami specialistici e strumentali su motivato sospetto clinico) [Gazzetta Ufficiale](https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1982-03-05&atto.codiceRedazionale=1715Q063&elenco30giorni=false)
- Corrado D., Basso C., Pavei A., Michieli P., Schiavon M., Thiene G. **Trends in sudden cardiovascular death in young competitive athletes after implementation of a preparticipation screening program.** *JAMA*, 2006;296(13):1593-1601. (**studio osservazionale di popolazione**, regione Veneto, 1979-2004, età 12-35 anni; incidenza negli atleti sottoposti a screening da 4,19 per 100.000 anni-persona nel periodo pre-screening 1979-1981 a 2,35 nel 1982-1992 e 0,87 nel 1993-2004, calo dell'89%; nei non atleti non sottoposti a screening incidenza stabile: 0,77, 0,79, 0,81; **dei 55 decessi fra gli atleti, 50 erano maschi e 5 femmine, età media 23,3 anni — popolazione in larghissima parte MASCHILE e ADULTA**; disegno su trend temporali, non randomizzato) [doi:10.1001/jama.296.13.1593](https://doi.org/10.1001/jama.296.13.1593)
- Fischer A.N., Young J. **Ohio High School Athletic Association preparticipation physical evaluation as a screening tool for menstrual dysfunction in high school-aged female athletes.** *Athletic Training & Sports Health Care*, 2014;6(6):268-274. (analisi dei moduli di valutazione pre-partecipazione di **207 atlete di scuola superiore** — quindi ADOLESCENTI; disfunzione mestruale rilevata dal questionario nel 7%; età media al menarca 11,94 ± 1,15 anni; 11,51 ± 1,57 cicli l'anno; le atlete con dismenorrea erano significativamente più grandi al menarca, 12,5 contro 11,9 anni, p=0,04; nessuna differenza di BMI o storia di fratture fra i gruppi; **gli autori attribuiscono il tasso più basso rispetto alla letteratura ai limiti del questionario, non a una prevalenza realmente inferiore**) [doi:10.3928/19425864-20141008-01](https://doi.org/10.3928/19425864-20141008-01)
- Mencias T., Noon M., Hoch A.Z. **Female athlete triad screening in National Collegiate Athletic Association Division I athletes: is the preparticipation evaluation form effective?** *Clinical Journal of Sport Medicine*, 2012;22(2):122-125. (indagine su tutte le 347 università NCAA di Divisione I, 257 partecipanti (74%) e **287 moduli raccolti** (83%); solo 25 atenei (9%) includevano almeno 9 dei 12 quesiti raccomandati dalla Female Athlete Triad Coalition, mentre 127 (44%) ne includevano 4 o meno; omesse in più del 40% dei moduli le domande su perdita di peso per requisiti estetici dello sport, uso di vomito/diuretici/lassativi e **numero di cicli negli ultimi 12 mesi**; il 100% richiedeva la valutazione per le matricole ma solo il 32% annualmente per le atlete già tesserate; **popolazione universitaria, in prevalenza ADULTA, e sistema di screening statunitense diverso da quello italiano**) [doi:10.1097/JSM.0b013e3182425aee](https://doi.org/10.1097/JSM.0b013e3182425aee)
- Mountjoy M., Ackerman K.E., Bailey D.M., Burke L.M., Constantini N., Hackney A.C., et al. **2023 International Olympic Committee's (IOC) consensus statement on Relative Energy Deficiency in Sport (REDs).** *British Journal of Sports Medicine*, 2023;57(17):1073-1097. (**documento di consenso internazionale**, non uno studio primario: descrive la sindrome da bassa disponibilità energetica e i suoi effetti su salute ossea, sistema endocrino e riproduttivo, metabolismo, sistema immunitario, salute mentale e prestazione; applicabile a tutti i sessi) [doi:10.1136/bjsports-2023-106994](https://doi.org/10.1136/bjsports-2023-106994)
- Höök M., Bergström M., Sæther S.A., McGawley K. **«Do elite sport first, get your period back later.» Are barriers to communication hindering female athletes?** *International Journal of Environmental Research and Public Health*, 2022;19(19):11932. (indagine su **1.086 atlete** di Svezia e Norvegia in 57 sport; solo l'11% affrontava tematiche mestruali con il proprio allenatore — 4% con allenatore uomo, 55% con allenatrice donna; l'88% aveva appreso queste conoscenze in autonomia; il 22% riferiva un episodio di amenorrea; solo il 3% aveva accesso a un ginecologo attraverso lo sport; **campione MISTO per età, atlete adulte e adolescenti insieme, dati non stratificati per età**) [doi:10.3390/ijerph191911932](https://doi.org/10.3390/ijerph191911932)
- Taim B.C., Ó Catháin C., Renard M., Elliott-Sale K.J., Madigan S., Ní Chéilleachair N. **The prevalence of menstrual cycle disorders and menstrual cycle-related symptoms in female athletes: a systematic literature review.** *Sports Medicine*, 2023;53(10):1963-1984. (revisione sistematica di **60 studi e 6.380 atlete** non in contraccezione ormonale; la dismenorrea risulta il disturbo del ciclo più prevalente al 32,3%, con **intervallo fra gli studi dal 7,8% all'85,6%**; popolazioni miste per età e livello) [doi:10.1007/s40279-023-01871-8](https://doi.org/10.1007/s40279-023-01871-8)

*Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere medico, valutazione clinica né indicazione sulla idoneità o non idoneità alla pratica sportiva, che spetta esclusivamente al medico competente. Un ciclo assente da tre mesi o più, cicli mai comparsi entro i quindici anni, stanchezza persistente sproporzionata al carico, dolore osseo localizzato che peggiora con l'attività o un rapporto con il cibo che diventa fonte di ansia vanno portati all'attenzione del pediatra, del medico di famiglia o del medico dello sport, senza attendere la scadenza del certificato.*
