49 dati con la popolazione in cui sono stati misurati e la fonte con DOI: abbandono sportivo, ciclo, infortuni, sonno, ferro, dolore. Un numero senza popolazione non è un dato.
Tra le ragazze tesserate a 10-14 anni, il 71% abbandona lo sport senza mai rientrare.
Fonte: Eime et al., 2020
Il 77% delle atlete d'élite riferisce che il ciclo mestruale ha influenzato negativamente la propria performance. Popolazione: 128 atlete ADULTE, età media 28 anni.
Fonte: Jones et al., 2024
L'effetto della fase del ciclo mestruale sulla performance è di entità banale (ES 0,5 = -0,06; CrI 95% -0,16 a 0,04), con qualità delle prove bassa secondo GRADE. Popolazione: 78 studi, 1.193 donne ADULTE di 18-40 anni; nessun dato equivalente sulle adolescenti.
Fonte: McNulty et al., 2020
Tra le adolescenti di 10-18 anni, dal 25,2% al 61,1% evita o riduce l'attività fisica durante le mestruazioni.
Fonte: Harvey et al., 2025
La prevalenza della dismenorrea (dolore mestruale) è del 71,1%; il 20,1% riferisce assenze da scuola o università a causa del dolore e il 40,9% un impatto su concentrazione o rendimento in classe. Popolazione: 38 studi, 21.573 giovani donne SOTTO I 25 ANNI, in larga parte studentesse — non solo adolescenti.
Fonte: Armour et al., 2019
Tra le atlete la dismenorrea è il disturbo del ciclo mestruale più frequente, con prevalenza del 32,3%. ATTENZIONE: l'intervallo tra gli studi va dal 7,8% all'85,6% perché definizioni e metodi di rilevazione sono molto diversi — è affidabile l'ordine di grandezza, non la cifra. Popolazione: revisione sistematica di 60 studi e 6.380 atlete non in contraccezione ormonale.
Fonte: Taim et al., 2023
L'esercizio fisico può ridurre in misura ampia l'intensità del dolore mestruale rispetto al non fare nulla (SMD -1,86; IC 95% -2,06 a -1,66), pari a circa 25 mm su una scala visuo-analogica di 100 mm; la dose usata negli studi è di 45-60 minuti almeno 3 volte a settimana, a qualsiasi intensità. Qualità delle prove BASSA; non è chiaro se il beneficio persista dopo la sospensione. Popolazione: 12 studi e 854 donne (10 studi e 754 donne in meta-analisi).
Solo l'11% delle atlete parla di ciclo mestruale con il proprio allenatore: 4% se è un uomo, 55% se è una donna; l'88% ha imparato queste cose da sola. Popolazione: 1.086 atlete, adulte e adolescenti insieme, dati non suddivisi per età.
Fonte: Höök et al., 2022
Il 44% delle atlete adolescenti crede erroneamente che perdere il ciclo sia una normale risposta a carichi di allenamento elevati. Popolazione: 90 atlete adolescenti.
Fonte: Armento et al., 2021
Nelle atlete adolescenti (11-18 anni) la prevalenza di carenza di ferro lieve (ferritina ≤30 µg/L) è del 53,2%, mentre l'anemia sideropenica riguarda il 4%.
Fonte: Nicotra et al., 2023
A 13-14 anni il 51% delle ragazze dice che il seno influenza la partecipazione allo sport, ma solo il 10% indossa sempre un reggiseno sportivo. Popolazione: 2.089 ragazze britanniche di 11-18 anni.
Fonte: Scurr et al., 2016
La raccomandazione di consenso per i 13-18 anni è di 8-10 ore di sonno per notte.
Fonte: Paruthi et al., 2016
Negli atleti adolescenti, dormire meno di 8 ore per notte è associato a essere infortunati 1,7 volte più spesso (IC 95% 1,0-3,0; p=0,04). Popolazione: 112 atleti adolescenti di entrambi i sessi, risultati non suddivisi per sesso; associazione, non causa dimostrata.
Fonte: Milewski et al., 2014
I sintomi di insonnia salgono dal 3,4% al 12,2% nelle ragazze tra lo stadio 1 e lo stadio 5 di Tanner, contro il 4,3%-9,1% nei ragazzi. Popolazione: 7.507 bambini e adolescenti di 6-17 anni.
Fonte: Zhang et al., 2016
Solo il 6% degli studi in scienze dello sport è condotto esclusivamente su donne.
Fonte: Cowley et al., 2021
Nel calcio delle scuole superiori le atlete hanno un rischio di commozione cerebrale 1,88 volte quello dei coetanei maschi (IC 95% 1,69-2,09). Il meccanismo prevalente differisce: contatto con un oggetto nelle ragazze (41,9%), con un altro giocatore nei ragazzi (48,4%); i maschi hanno 1,54 volte la probabilità di essere rimossi immediatamente dal campo. Popolazione: 83.378 atleti di scuola superiore statunitensi, 2016-2019.
Fonte: Bretzin et al., 2021
Il 60% degli episodi di commozione cerebrale ricordati dagli atleti non era stato riferito a un adulto responsabile; per i colpi lievi («bell-ringer») la quota di non segnalazione sale all'87%. Popolazione: 167 atleti di scuola superiore di entrambi i sessi, età media 15,7 anni; studio preliminare.
Gli atleti adolescenti rimossi immediatamente dal gioco dopo una commozione cerebrale recuperano in media in 22,0 giorni, contro 44,4 giorni per chi continua a giocare (p=0,003); chi resta in campo ha 8,8 volte la probabilità di un recupero prolungato oltre i 21 giorni. Popolazione: 69 atleti di 12-19 anni di entrambi i sessi, reclutati in centro specialistico — campione piccolo e selezionato.
Fonte: Elbin et al., 2016
Nello sport delle scuole superiori le ragazze subiscono 0,084 rotture del legamento crociato anteriore ogni 1.000 esposizioni contro 0,060 nei ragazzi (rapporto 1,40; IC 95% 1,25-1,57); il divario più ampio è nel basket (RR 4,14) e il tasso assoluto più alto nel calcio femminile (0,166).
Fonte: Bram et al., 2021
L'allenamento neuromuscolare preventivo riduce il rischio di rottura del crociato da circa 1 su 54 a 1 su 111 (OR 0,51; IC 95% 0,37-0,69); tra le atlete di 13-19 anni l'odds ratio scende a 0,38 (IC 95% 0,24-0,60), circa il 60% di rischio in meno. Dose media efficace: 24,1 minuti a sessione, 2,51 volte a settimana. Popolazione: 27.231 atlete di 13-24 anni, sottogruppo 13-19 riportato separatamente.
Fonte: Petushek et al., 2019
Dopo una ricostruzione del crociato, il 23% degli atleti under 25 che tornano allo sport subisce un secondo infortunio al crociato. Popolazione: atleti di entrambi i sessi.
Fonte: Wiggins et al., 2016
Nelle giovani atlete l'età media stimata al picco di velocità di crescita (PHV) è di 11,18 anni, con intervallo di credibilità al 90% da 8,62 a 12,94 anni: l'ampiezza dell'intervallo è il dato, non un difetto della stima — in una stessa categoria convivono atlete biologicamente distanti anni. Popolazione: meta-analisi longitudinale bayesiana di 14 studi e 21 campioni indipendenti di giovani atlete.
Fonte: Lima et al., 2024
Il picco di accumulo di contenuto minerale osseo si colloca circa 6 mesi DOPO il picco di velocità di crescita staturale: in quell'intervallo l'osso è già più lungo ma non ancora altrettanto denso. Popolazione: 53 ragazze e 60 ragazzi canadesi seguiti per 6 anni.
Fonte: Bailey et al., 1999
Nelle giovani atlete l'evidenza a sostegno di un'associazione tra maturazione biologica e infortunio è LIMITATA; è invece moderata l'evidenza di un'associazione tra maturazione e fattori di rischio potenziali, soprattutto nella biomeccanica di salto e atterraggio e nel rischio di infortunio al ginocchio. Popolazione: revisione sistematica di 31 studi (10 sugli infortuni, 21 sui fattori di rischio) su ragazze e giovani donne nello sport.
Fonte: Zoellner e Whatman, 2026
Tra le atlete adolescenti la prevalenza di incontinenza urinaria durante lo sport va dal 18,2% all'80% a seconda della disciplina, con una media del 48,58%; i valori più alti sono nel trampolino elastico (80%), nel salto con la corda (75%) e nel calcio (62,8%). Popolazione: 9 studi, 633 atlete sotto i 19 anni, età media 16,15.
Fonte: Rial Rebullido et al., 2021
L'87% delle atlete adolescenti dichiara che non parlerebbe dei propri sintomi di incontinenza urinaria con il proprio allenatore, e dal 69% al 90% non ha mai sentito nominare l'allenamento del pavimento pelvico.
Fonte: Rial Rebullido et al., 2021
Tra 219 atlete di 13-18 anni, le altamente specializzate in un solo sport riferiscono una storia di infortuni 2,93 volte più spesso delle poco specializzate (IC 95% 1,38-6,24) e una storia di commozione cerebrale 5,00 volte più spesso (IC 95% 1,86-13,42). Studio trasversale su questionario, intervalli di confidenza ampi.
Fonte: Okoruwa et al., 2022
I giovani atleti che praticano più ore di sport organizzato a settimana dei propri anni d'età hanno 2,07 volte le probabilità di un infortunio grave da sovraccarico (IC 95% 1,40-3,05); un rapporto tra sport organizzato e gioco libero superiore a 2:1 porta a 1,87 volte (IC 95% 1,26-2,76).
Fonte: Jayanthi et al., 2015
La guidance dell'American Academy of Pediatrics per gli under 18 indica: praticare più sport almeno fino alla pubertà, specializzarsi più tardi (tarda adolescenza), meno ore settimanali di sport organizzato degli anni d'età e comunque sotto le 16, almeno 1-2 giorni a settimana liberi dallo sport specifico e almeno 3 mesi all'anno di stacco in blocchi di un mese. È guidance di consenso su evidenza limitata, e nasce nel contesto sportivo statunitense.
Fonte: Brenner e AAP, 2016
Negli sport confrontabili tra i due sessi delle scuole superiori statunitensi, le atlete subiscono 2,22 fratture da stress ogni 100.000 esposizioni contro 1,27 dei coetanei maschi (rapporto 1,75; IC 95% 1,38-2,23) e rappresentano il 63,3% di tutti i casi; i tassi più alti sono nella corsa campestre femminile (10,62) e nella ginnastica femminile (7,43). Popolazione: 389 fratture da stress su 51.773 infortuni, 2005-2013.
Fonte: Changstrom et al., 2015
All'aumentare dei fattori di rischio della triade dell'atleta femminile cresce l'incidenza di lesioni ossee da stress: con bassa densità ossea (Z-score < -1,0) e ≥12 ore di allenamento a settimana il 29,7% ne ha subita una; sommando ≥12 ore, uno sport «di magrezza» e restrizione alimentare la quota sale al 46,2%, contro un 10,8% complessivo. Popolazione: 259 ragazze e giovani donne attive, ETÀ MEDIA 18,1 anni; studio osservazionale, associazioni e non causalità.
Fonte: Barrack et al., 2014
10 minuti di salti al posto del riscaldamento dell'ora di educazione fisica, 2 volte a settimana per 8 mesi, hanno aumentato nelle ragazze il contenuto minerale osseo del collo del femore del 13,9% contro il 4,9% dei controlli. Popolazione: studio controllato randomizzato su 99 adolescenti (53 ragazze, 46 ragazzi), età media 13,8 anni; effetti sesso-specifici.
Fonte: Weeks et al., 2008
L'allenamento con i pesi non blocca la crescita: in una revisione di 22 programmi sperimentali su bambini e preadolescenti i programmi hanno migliorato significativamente la forza, NON hanno influenzato la crescita in statura e peso, e nei 10 studi che monitoravano sistematicamente gli infortuni ne sono stati riportati in tutto tre (tassi stimati 0,176 / 0,053 / 0,055 ogni 100 ore). La conclusione è condizionata: vale per protocolli CON supervisione e basso rapporto istruttore/partecipanti.
Fonte: Malina, 2006
Solo il 38,51% di bambini e adolescenti rispetta la raccomandazione OMS di attività di rinforzo muscolare almeno 3 giorni a settimana (IC 95% 34,35-42,75); tra i predittori del rispetto delle raccomandazioni compare l'essere maschio. Popolazione: meta-analisi di 29 studi, 1.273.544 bambini e adolescenti di 36 Paesi, 49,40% ragazze, età media 13,40 anni.
Fonte: García-Hermoso et al., 2025
Il solo allenamento della forza come prevenzione primaria si associa a un rischio relativo di infortunio sportivo di 0,338 (IC 95% 0,238-0,480), con forza dell'evidenza alta, nessun bias di pubblicazione e relazione dose-risposta. ATTENZIONE: 6 studi randomizzati, 7.738 partecipanti di 12-40 anni, risultati non scorporati per fascia d'età — non è una stima specifica per le adolescenti.
Fonte: Lauersen et al., 2018
La prevalenza annuale di dolore femoro-rotuleo negli adolescenti è stimata al 28,9%, contro il 22,7% nella popolazione generale; tra gli atleti adolescenti amatoriali l'incidenza nell'arco di una stagione va dal 5,1% al 14,9%. Gli autori segnalano pochi studi e definizioni eterogenee.
Fonte: Smith et al., 2018
A cinque anni dal primo rilevamento, il 40,5% degli adolescenti con dolore al ginocchio ne ha ancora (IC 95% 35,4-45,6) contro il 13,2% dei controlli; tra chi ha ancora dolore il 60% ha smesso o ridotto lo sport a causa del ginocchio. Popolazione: 504 adolescenti danesi di 15-19 anni di entrambi i sessi.
Nel dolore femoro-rotuleo degli adolescenti funziona la gestione del carico, non il riposo totale: 12 settimane di modifica dell'attività, esercizi a casa e ritorno graduale allo sport hanno prodotto l'86% di esiti riferiti come positivi a 12 settimane e l'81% a 12 mesi. Popolazione: 151 adolescenti di 10-14 anni; studio prospettico SENZA gruppo di controllo, quindi non dimostrativo di efficacia.
Fonte: Rathleff et al., 2019 (AJSM)
Tra 2.953 adolescenti danesi di 12-19 anni, il dolore al ginocchio era riferito dal 35,0% delle ragazze contro il 27,9% dei ragazzi, e il dolore quasi quotidiano in qualsiasi sede dal 23,8% contro il 13,3%.
Fonte: Rathleff et al., 2013
Nelle giovani atlete la caviglia è la sede anatomica più colpita: il 23% di tutti gli infortuni, davanti a ginocchio (16%) e coscia (13%), all'interno di un 67% di infortuni all'arto inferiore. Popolazione: revisione sistematica con meta-analisi di 32 studi, 15.908 atlete under 19.
Fonte: Beech et al., 2024
Tra gli atleti di scuola superiore di 14-18 anni la prevalenza di instabilità cronica di caviglia è del 20,0%: 23,6% tra le ragazze contro il 16,3% tra i ragazzi. Solo il 26,1% riferiva però almeno una distorsione: la quota di chi ha una caviglia instabile è quasi pari alla quota di chi ricorda l'infortunio. Popolazione: 1.002 atleti, età media 15,6 anni, 50,4% ragazze.
Fonte: Donovan et al., 2020
Nello sport giovanile i programmi di prevenzione riducono gli infortuni di caviglia di circa il 26% (IRR 0,74; IC 95% 0,60-0,91); i programmi con risultati significativi combinavano rinforzo, agilità e approccio multicomponente in sessioni di 15-20 minuti due volte a settimana per 3-6 mesi, con aderenza sopra il 62%. Popolazione: 10 studi randomizzati su atleti di 13-19 anni, 4 dei quali su sole ragazze.
Fonte: Berkey et al., 2024
Il mal di schiena è comune nello sport giovanile: la prevalenza stimata di lombalgia negli ultimi 12 mesi è del 42% (IC 95% 29-55%), quella negli ultimi 3 mesi del 46% e la prevalenza puntuale del 16%. ATTENZIONE: eterogeneità I² fino al 98%, perché non esiste una definizione condivisa di lombalgia negli atleti adolescenti. Popolazione: 80 studi, atleti di 10-19 anni di entrambi i sessi, 60 sport, 23 Paesi.
Fonte: Wall et al., 2022
La causa del mal di schiena in un'adolescente che fa sport è diversa da quella di un adulto: confrontando 100 giovani atleti di 12-18 anni con 100 adulti di 21-77 anni, la spondilolisi spiegava il 47% dei casi negli adolescenti contro il 5% negli adulti, e il dolore da disco 11 casi contro 48. ATTENZIONE: studio del 1995, retrospettivo, su cliniche specialistiche — popolazione già selezionata, quindi il 47% NON è la probabilità che un mal di schiena adolescenziale sia una spondilolisi.
Fonte: Micheli e Wood, 1995
In una popolazione meno selezionata la quota resta alta: su 1.025 atleti adolescenti NON d'élite arrivati in ambulatorio per lombalgia (età media 15 ± 1,8 anni), 308 — il 30% — avevano una spondilolisi. Gli autori avvertono esplicitamente di non generalizzare la classifica per sport ad altri contesti.
Fonte: Selhorst et al., 2019
Tra gli atleti adolescenti di sport overhead il problema di spalla è comune e persistente: su 471 giocatori di pallamano d'élite di 15-18 anni monitorati OGNI SETTIMANA per una stagione, il 23% ha riferito problemi di spalla sostanziali e il 43% di questi li ha avuti per almeno 3 settimane consecutive; la prevalenza settimanale era del 6%. La prevalenza era 1,46 volte più alta nelle RAGAZZE (IC 95% 1,04-2,06).
Fonte: Asker et al., 2018
Nel nuoto agonistico il tasso di dolore di spalla più alto si registra in adolescenza: 91,3% tra i 15 e i 17 anni, contro il 20,0% sotto i 15 anni e il 19,4% nei master, in coincidenza con il volume più alto della carriera fino a quel momento (17,27 ± 5,25 ore di vasca a settimana). ATTENZIONE: prevalenze AUTO-RIFERITE di «dolore», non diagnosi; associazione, non causa. Popolazione: revisione sistematica di 12 studi e 1.460 nuotatori di entrambi i sessi.
Fonte: Feijen et al., 2020
Il programma di prevenzione della spalla con più evidenza (OSTRC), svolto 3 volte a settimana dentro il riscaldamento per una stagione, ha ridotto del 28% il rischio di problemi di spalla (prevalenza 17% contro 23%; OR 0,72; IC 95% 0,52-0,98); sui problemi sostanziali la riduzione stimata era del 22% ma NON statisticamente significativa. ATTENZIONE: 45 squadre e 660 giocatori di pallamano ADULTI d'élite — non è una stima per le atlete di 13-16 anni.
Fonte: Andersson et al., 2017
Nell'atleta ancora in crescita la spalla ha un punto debole anatomico: la cartilagine di accrescimento dell'omero prossimale fornisce circa l'80% della crescita in lunghezza dell'omero, si chiude tra i 18 e i 21 anni e finché è aperta è in gran parte cartilaginea, quindi meccanicamente più debole di legamenti e tendini circostanti. ATTENZIONE: fonte di riferimento CLINICO (StatPearls), non studio primario, e letteratura originale prevalentemente su baseball giovanile MASCHILE.
Fonte: Casadei e Kiel, StatPearls, 2023