Mal di schiena a 14 anni: perché in una giovane atleta non è quello di un adulto
Il 42% delle atlete e degli atleti di 10-19 anni riferisce mal di schiena nell'arco di dodici mesi, e il sesso femminile compare tra i fattori di rischio. La differenza che quasi nessuno conosce sta nella causa: in adolescenza la lombalgia da sport è molto più spesso una frattura da stress della colonna e molto più raramente un problema di disco o una contrattura. I dati, i limiti dei dati, e perché oggi la fisioterapia immediata batte il riposo.
C'è una frase che in palestra chiude quasi sempre il discorso: «ha un po' di mal di schiena, sarà una contrattura». Detta di una trentacinquenne è spesso vera. Detta di una quattordicenne che si allena cinque volte a settimana è, statisticamente, la spiegazione meno probabile tra quelle disponibili. La schiena di un'adolescente che fa sport si rompe in modi diversi da quella di un adulto — e la differenza non è un dettaglio da specialisti: cambia cosa si guarda, quanto si aspetta e come si torna in campo.
In breve
- Il mal di schiena nelle giovani atlete è comune: prevalenza stimata del 42% negli ultimi 12 mesi (IC 95% 29-55%) tra atleti di 10-19 anni (Wall et al., 2022; 80 studi, eterogeneità molto alta).
- Tra i fattori di rischio riportati compaiono volume e intensità dell'allenamento, dolore concomitante all'arto inferiore, sovrappeso, età adolescenziale più avanzata, familiarità e il sesso femminile (Wall et al., 2022).
- La causa più frequentemente descritta in questa fascia d'età è la spondilolisi: una frattura da stress dell'istmo vertebrale, non un problema di disco né una contrattura.
- In un confronto storico tra 100 adolescenti e 100 adulti, la spondilolisi spiegava il 47% dei casi negli adolescenti contro il 5% negli adulti; il disco il 11% contro il 48% (Micheli e Wood, 1995 — campione di clinica specialistica, quindi selezionato).
- Su atleti adolescenti non d'élite con lombalgia, la quota con spondilolisi è del 30%; tra le ragazze i valori più alti sono in ginnastica (34%), marching band (31%) e softball (30%) (Selhorst et al., 2019).
- Il ritorno allo sport dopo una spondilolisi è la regola, non l'eccezione: 92,2% con trattamento conservativo (Overley et al., 2018).
- L'evidenza più recente: iniziare la fisioterapia subito invece di riposare prima ha significato 38 giorni in meno per tornare allo sport e 3% contro 29% di ricadute a 12 mesi (Selhorst et al., 2026 — un solo trial, 64 partecipanti).
Quanto è diffuso il mal di schiena nelle giovani atlete?
Circa quattro atlete su dieci ne riferiscono nell'arco di un anno. La sintesi più ampia disponibile ha raccolto 80 studi su atleti di 10-19 anni, in 60 sport e 23 Paesi. Le stime aggregate sono queste (Wall et al., 2022):
- prevalenza negli ultimi 12 mesi: 42% (IC 95% 29-55%);
- prevalenza negli ultimi 3 mesi: 46% (IC 95% 41-52%);
- prevalenza puntuale (in questo momento): 16% (IC 95% 9-23%);
- incidenza a 6 mesi 14%, a 12 mesi 36%, a 2 anni 11%.
Il limite va detto subito, perché è enorme: l'eterogeneità tra studi arriva a I² = 96-98%. La ragione principale è che non esiste una definizione condivisa di lombalgia negli atleti adolescenti — alcuni studi la definiscono come "dolore che ha fatto perdere allenamenti", altri come "dolore riferito almeno una volta", altri richiedono una diagnosi. Gli autori stessi chiudono raccomandando che la ricerca futura si dia una definizione. Quindi: l'ordine di grandezza — decine di percento, non pochi casi isolati — è solido. Il numero preciso no.
Sul profilo per sport, la revisione non ha potuto fare una meta-analisi disciplina per disciplina, ma segnala un pattern ricorrente: livelli generalmente più alti in danza classica, ginnastica e canottaggio, generalmente più bassi in calcio e arti marziali. Sono gli sport in cui la colonna lombare lavora ripetutamente in estensione, cioè inarcata all'indietro, e in rotazione.
Le ragazze sono più a rischio?
Il sesso femminile compare nell'elenco dei fattori di rischio — ma è un elenco, non una stima di rischio. Nella stessa revisione i fattori di rischio riportati dagli studi inclusi sono: partecipazione allo sport in sé, volume e intensità dell'allenamento, dolore concomitante all'arto inferiore, sovrappeso o BMI elevato, età adolescenziale più avanzata, sesso femminile e familiarità per lombalgia (Wall et al., 2022).
Va letta con precisione: gli autori li chiamano potential risk factors e li elencano dagli studi primari, non li aggregano in un rischio relativo unico. Detto altrimenti, il segnale c'è ed è coerente con quello che si vede nella popolazione adolescente generale — dove il dolore muscoloscheletrico ricorrente è più frequente nelle ragazze, come abbiamo raccontato parlando di come cambia il dolore in pubertà — ma non esiste, allo stato attuale, un numero pulito del tipo "le ragazze hanno X volte il rischio".
Vale la pena aggiungere una distinzione che spesso si perde. Avere mal di schiena e avere una spondilolisi non sono la stessa cosa e non seguono necessariamente lo stesso profilo per sesso: nella casistica su atleti non d'élite, le percentuali più alte di spondilolisi tra chi arrivava con lombalgia si trovavano in sport maschili come il baseball (54%) e in sport femminili come la ginnastica (34%) (Selhorst et al., 2019). Su questo preferiamo dire meno e dirlo giusto: il dato robusto è che il mal di schiena in una giovane atleta merita di essere preso sul serio, non che esista una gerarchia di rischio per sesso ben quantificata.
Perché il mal di schiena di una quattordicenne non è quello di un adulto
Perché nell'adolescente il dolore nasce molto più spesso dalla parte posteriore della vertebra, e nell'adulto molto più spesso dal disco.
Il lavoro che ha reso esplicita questa differenza è un confronto diretto: 100 giovani atleti di 12-18 anni (età media 15,8) arrivati in una clinica di medicina dello sport adolescenziale, contro 100 adulti di 21-77 anni (età media 31,9) arrivati in una clinica per lombalgia acuta. Il risultato (Micheli e Wood, 1995):
| Causa finale del dolore | Adolescenti | Adulti |
|---|---|---|
| Spondilolisi (frattura da stress dell'istmo) | 47% | 5% |
| Dolore da disco | 11% | 48% |
| Stiramento muscolo-tendineo | 6% | 27% |
| Stenosi spinale e artrosi | 0% | 10% |
Nel gruppo adolescente, il 62% aveva un problema degli elementi posteriori della vertebra associato all'esordio del dolore. È il ribaltamento esatto dell'intuizione comune: negli adulti pensiamo "disco" o "contrattura" e nella maggior parte dei casi ci prendiamo; in un'atleta di quattordici anni, quelle due ipotesi coprono insieme meno di un caso su cinque.
Due precisazioni indispensabili, perché questo dato viene citato ovunque senza contesto. La prima: è uno studio del 1995, retrospettivo, e i due gruppi provengono da due cliniche diverse — una specializzata in adolescenti sportivi. Chi arriva lì è già selezionato: ha un dolore che qualcuno ha ritenuto meritevole di un percorso specialistico. La seconda, di conseguenza: il 47% non è la probabilità che il mal di schiena di tua figlia sia una spondilolisi. È la proporzione all'interno di una popolazione già filtrata.
Cosa succede se si guarda una popolazione meno selezionata? Il numero scende, ma resta grande. Su 1.025 atleti adolescenti non d'élite (età media 15 ± 1,8 anni) arrivati in un ambulatorio ospedaliero di medicina dello sport per lombalgia, 308 — il 30% — hanno ricevuto una diagnosi di spondilolisi (Selhorst et al., 2019). E in una meta-analisi a braccio singolo su 9 studi e 835 atleti con lombalgia, la stima aggregata è del 41,7% (IC 95% 28-55%), con gli autori che segnalano campioni piccoli e bassa rappresentatività (Li et al., 2023).
Tre stime, tre popolazioni diverse, un intervallo che va dal 30% al 47%. Il messaggio non è la cifra: è che una causa che negli adulti è una rarità, in questa fascia d'età è tra le prime a essere considerate.
Cos'è la spondilolisi, in parole semplici
È una frattura da stress della colonna. L'istmo vertebrale — la pars interarticularis — è un ponte osseo sottile che collega le articolazioni posteriori di una vertebra, quasi sempre coinvolto nelle ultime lombari. Quando la schiena si inarca all'indietro e ruota, quel ponte lavora in compressione ripetuta. Se il carico si accumula più in fretta di quanto l'osso riesca a ripararsi, si crea prima una reazione da stress e poi un vero e proprio difetto.
È esattamente la stessa logica delle fratture da stress della gamba e del piede, applicata a un osso che quasi nessuno associa alle fratture da stress. E come quelle, condivide tre caratteristiche che la rendono difficile da riconoscere a bordo campo:
- non c'è un trauma singolo da raccontare: nessuno ricorda "il" momento;
- il dolore compare sotto carico e nel tempo arriva sempre prima nella seduta;
- tende a essere localizzato, in un punto preciso della zona lombare, spesso da un solo lato.
Il gesto tipico che la provoca non è misterioso: è il ponte, l'arco della ginnastica artistica, l'atterraggio dalla trave, il servizio e lo schiacciato nella pallavolo, il salto in alto, il cambré nella danza, la torsione ripetuta del lancio. Non a caso la revisione sistematica trova i valori di lombalgia più alti proprio in danza, ginnastica e canottaggio (Wall et al., 2022).
Il dato storico sulle ginnaste rende bene l'ordine di grandezza: su 100 giovani ginnaste di alto livello studiate radiograficamente, l'11% aveva un difetto dell'istmo e il 6% una spondilolistesi — circa quattro volte la frequenza riportata per le coetanee non atlete (Jackson et al., 1976). È uno studio del 1976, su radiografie e su atlete d'élite: non è una stima trasferibile a una ragazza che fa ginnastica due volte a settimana in società. Ma è la ragione per cui, in quel contesto, gli autori scrivevano già allora che il mal di schiena in una giovane ginnasta va considerato un segnale d'allarme.
Quando conviene far valutare un mal di schiena, e perché non aspettare
Qui serve una premessa netta: niente di quanto segue permette di fare una diagnosi, e non è questo lo scopo. Distinguere una spondilolisi da un dolore muscolare è un lavoro clinico, che passa da una visita e, se indicato, da imaging. Quello che si può dire è quando smettere di aspettare.
Sono buone ragioni per chiedere una valutazione a un professionista sanitario:
- un dolore lombare che dura da settimane e non sta migliorando;
- un dolore che peggiora quando la schiena si inarca all'indietro (estensione), tipicamente più che quando ci si piega in avanti;
- un dolore localizzato sempre nello stesso punto, spesso su un solo lato;
- un dolore che sveglia di notte o che è presente a riposo;
- dolore accompagnato da formicolii, intorpidimento o perdita di forza alle gambe;
- un dolore che sta facendo saltare allenamenti o modificare i gesti tecnici.
La ragione pratica per non aspettare è di tipo osseo, non burocratico: come per tutte le lesioni ossee da stress, una lesione presa presto ha un percorso diverso da una trascinata per mesi. E c'è un effetto collaterale della lentezza che spesso si trascura: più a lungo il dolore resta senza nome, più diventa "normale" — e a quel punto smette di essere raccontato.
Riposo o fisioterapia subito? L'evidenza è cambiata
Il dato più recente dice: fisioterapia subito, non riposo prima. Per anni l'approccio standard alla spondilolisi attiva dell'adolescente è stato: fermare, aspettare che i sintomi passino, poi riabilitare. Un trial randomizzato multicentrico pubblicato nel 2026 ha messo alla prova quella sequenza.
Il disegno: 64 atleti adolescenti di 10-19 anni con spondilolisi lombare attiva (età mediana 14,2 anni, 40% ragazze), randomizzati a fisioterapia immediata — iniziata entro 7 giorni e progredita in base a dolore e funzione — oppure a riposo prima della fisioterapia, con inizio della riabilitazione a sintomi risolti e progressione basata sul tempo. I risultati a favore del gruppo "subito" (Selhorst et al., 2026):
- a 1 mese, miglioramento significativamente maggiore di dolore e disabilità (differenza media di 21,3 punti sulla Micheli Functional Scale; IC 95% 28,7-13,9; p<0,001);
- ritorno allo sport 38 giorni prima (p<0,001);
- ricadute di lombalgia nei 12 mesi: 3% contro 29% (p=0,01);
- nessun evento avverso.
I limiti, dichiarati: è un solo trial e il campione è piccolo (64 partecipanti, di cui 40% ragazze — cioè circa 26 atlete). Non basta a riscrivere una linea guida da solo. Ma la direzione è coerente con quello che si osserva in altri dolori muscoloscheletrici dell'adolescenza, dove la gestione del carico batte il riposo totale: fermare tutto è raramente la strategia migliore, dosare lo è quasi sempre. E, come sempre, la scelta terapeutica la fa chi ha in cura l'atleta, non un articolo.
E poi si torna a giocare?
Sì, nella grande maggioranza dei casi — e questo è il motivo migliore per farsi vedere. Una meta-analisi ha raccolto 11 studi e 376 pazienti adolescenti con difetto dell'istmo senza scivolamento vertebrale (spondilolisi senza spondilolistesi), stimando un ritorno alla competizione del 92,2% con trattamento conservativo e del 90,3% con trattamento chirurgico (Overley et al., 2018).
Due letture, entrambe utili. La prima, rassicurante: una spondilolisi non è la fine dello sport per una ragazza di quattordici anni. La seconda, meno comoda: quel 92% è il risultato di un percorso — diagnosi, modifica del carico, riabilitazione, rientro graduale. Non è ciò che accade a chi convive con il dolore chiamandolo contrattura per due stagioni.
«Il mal di schiena fa parte dello sport»
Il pezzo mancante non è clinico. È culturale, ed è stato studiato direttamente.
Uno studio qualitativo ha intervistato atleti di 10-19 anni che avevano avuto un episodio di lombalgia legata allo sport nell'anno precedente. Ne sono emersi tre temi (Wall et al., 2023):
- La cultura che normalizza il mal di schiena nello sport vanifica le misure di tutela pensate per proteggere gli atleti adolescenti da dolore e infortunio.
- La lombalgia cambia il modo in cui l'atleta viene percepita dagli altri e percepisce sé stessa.
- Ha effetti ampi sul benessere, fisico e psicologico.
Il titolo dello studio è la citazione di un partecipante — «il mal di schiena fa parte dello sport… dovrò semplicemente conviverci» — e riassume il meccanismo meglio di qualsiasi statistica. È lo stesso schema che abbiamo trovato nella distorsione di caviglia, nel dolore al ginocchio che dura mesi e nelle perdite di urina durante i salti: un sintomo così frequente da sembrare normale, e proprio per questo mai raccontato. Con un'aggravante, qui: quando il sintomo frequente nasconde una frattura da stress, il tempo lavora contro.
Cosa cambia in palestra, concretamente
Non è un protocollo clinico. Sono i punti su cui le fonti citate convergono, tradotti in decisioni che una società può prendere.
- Cancellare "contrattura" dal vocabolario di default. In una ragazza che si allena, la contrattura è statisticamente una delle spiegazioni meno probabili: nel confronto diretto lo stiramento muscolo-tendineo spiegava il 6% dei casi adolescenti contro il 27% degli adulti (Micheli e Wood, 1995).
- Contare le settimane, non i giorni. Un mal di schiena che dura da settimane in un'atleta di 13-14 anni è una ragione per una valutazione, non per un massaggio. Il costo di far vedere una schiena che poi non ha nulla è basso; il costo opposto no.
- Guardare l'estensione. Se il dolore si accende inarcando la schiena all'indietro ed è concentrato in un punto da un solo lato, è esattamente il quadro che merita una valutazione — non perché lo si possa diagnosticare a bordo campo, ma perché è quello che il professionista deve sapere.
- Sorvegliare i gesti ripetuti in estensione e rotazione. Ponti, archi, atterraggi, servizi, schiacciate, torsioni di lancio: sono il carico che costruisce il problema. Ridurne il volume in una fase sintomatica è una leva che una società ha in mano subito.
- Trattare il volume come una variabile di salute. Volume e intensità di allenamento compaiono tra i fattori di rischio (Wall et al., 2022): è lo stesso terreno della specializzazione precoce e degli infortuni da sovraccarico.
- Non far coincidere "non fa più male" con "è guarita". Vale per la schiena come per la caviglia. Il rientro lo decide un professionista sanitario, sulla base della funzione, non del calendario delle partite.
- Chiedere. E chiederlo in modo che si possa rispondere. Se la cultura dominante è che il mal di schiena fa parte dello sport (Wall et al., 2023), la domanda "ti fa male la schiena?" davanti a tutta la squadra non produrrà mai una risposta onesta.
Il ruolo di BAB
Un dolore che dura settimane si riconosce solo se qualcuno lo registra mentre dura. È esattamente quello che BAB mette nelle mani dell'atleta: uno spazio privato in cui annotare dove fa male, quanto e quando — così che un sintomo isolato diventi uno schema leggibile, da portare a un professionista con una descrizione precisa invece che con un ricordo approssimativo. Alla società BAB dà solo segnali aggregati e anonimi: quante atlete stanno riportando dolore, non chi. È abbastanza per accorgersi che qualcosa nel carico non torna, senza che nessuna debba esporsi in spogliatoio.
Perché il punto di questo articolo è tutto qui: nella schiena di una quattordicenne, la differenza tra "una contrattura" e "una frattura da stress" non la fa la gravità del dolore. La fa il tempo che passa prima che qualcuno la guardi.
Fonti
- Wall J., Meehan W.P. III, Trompeter K., Gissane C., Mockler D., van Dyk N., Wilson F. Incidence, prevalence and risk factors for low back pain in adolescent athletes: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Sports Medicine, 2022;56(22):1299-1306. (80 studi, atleti di 10-19 anni, 60 sport, 23 Paesi; prevalenza 12 mesi 42% IC 95% 29-55%, 3 mesi 46% IC 95% 41-52%, puntuale 16% IC 95% 9-23%; incidenza 6 mesi 14%, 12 mesi 36%, 2 anni 11%; fattori di rischio riportati: partecipazione allo sport, volume/intensità, dolore concomitante all'arto inferiore, sovrappeso/BMI elevato, età adolescenziale più avanzata, sesso femminile, familiarità; morfologia più frequente: spondilolisi; eterogeneità I² fino al 98%, nessuna definizione condivisa di lombalgia) doi:10.1136/bjsports-2021-104749
- Micheli L.J., Wood R. Back pain in young athletes. Significant differences from adults in causes and patterns. Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, 1995;149(1):15-18. (100 adolescenti di 12-18 anni, età media 15,8, contro 100 adulti di 21-77 anni, età media 31,9; spondilolisi 47% contro 5%; dolore da disco 11 contro 48 casi; stiramento muscolo-tendineo 6% contro 27%; stenosi/artrosi 0% contro 10%; 62% degli adolescenti con problemi degli elementi posteriori. Studio retrospettivo su due cliniche specialistiche diverse: popolazione selezionata) doi:10.1001/archpedi.1995.02170130017004
- Selhorst M., Fischer A., MacDonald J. Prevalence of Spondylolysis in Symptomatic Adolescent Athletes: An Assessment of Sport Risk in Nonelite Athletes. Clinical Journal of Sport Medicine, 2019;29(5):421-425. (1.025 atleti adolescenti NON d'élite con lombalgia, età 15 ± 1,8 anni; 308 con spondilolisi, pari al 30%; nelle ragazze: ginnastica 34%, marching band 31%, softball 30%; nei ragazzi: baseball 54%, calcio 48%, hockey 44%; solo il baseball mostrava un aumento di rischio statisticamente significativo; serie di casi retrospettiva, gli autori avvertono di non generalizzare la classifica per sport) doi:10.1097/JSM.0000000000000546
- Li J., Liang J., Xu Y., Du D., Feng F., Shen J., Cui Y. Incidence of lumbar spondylolysis in athletes with low back pain: A systematic evaluation and single-arm meta-analysis. Medicine, 2023;102(38):e34857. (9 studi, 835 atleti con lombalgia; prevalenza aggregata di spondilolisi 41,7%, IC 95% 28-55%; eterogeneità elevata; gli autori segnalano campioni piccoli e bassa rappresentatività) doi:10.1097/MD.0000000000034857
- Jackson D.W., Wiltse L.L., Cirincione R.J. Spondylolysis in the female gymnast. Clinical Orthopaedics and Related Research, 1976;(117):68-73. (analisi radiografica della colonna lombare in 100 giovani ginnaste di alto livello; difetti dell'istmo nell'11%, spondilolistesi nel 6%; circa 4 volte la frequenza riportata per le coetanee non atlete. Studio del 1976, su atlete d'élite, basato su radiografie) doi:10.1097/00003086-197606000-00008
- Selhorst M., Sweeney E., Martin L.C., Yang J., Benedict J., Brna M., Spondylolysis Physician Group, Fischer A.N. Immediate physical therapy is beneficial for adolescent athletes with active lumbar spondylolysis: a multicentre randomised trial. British Journal of Sports Medicine, 2026;60(2):125-132. (trial randomizzato multicentrico su 64 atleti di 10-19 anni con spondilolisi attiva, età mediana 14,2 anni, 40% ragazze; fisioterapia immediata entro 7 giorni contro riposo prima della fisioterapia; a 1 mese differenza media di 21,3 punti sulla Micheli Functional Scale, IC 95% 28,7-13,9, p<0,001; ritorno allo sport 38 giorni prima, p<0,001; ricadute a 12 mesi 3% contro 29%, p=0,01; nessun evento avverso. Campione piccolo, singolo trial) doi:10.1136/bjsports-2025-110606
- Overley S.C., McAnany S.J., Andelman S., Kim J., Merrill R.K., Cho S.K., Qureshi S.A., Hecht A.C. Return to Play in Adolescent Athletes With Symptomatic Spondylolysis Without Listhesis: A Meta-Analysis. Global Spine Journal, 2018;8(2):190-197. (11 studi, 376 pazienti adolescenti con difetto dell'istmo senza spondilolistesi; ritorno alla competizione 92,2% con trattamento conservativo e 90,3% con trattamento chirurgico) doi:10.1177/2192568217734520
- Wall J., McGowan E., Meehan W., Wilson F. "Back pain is part of sport … I'm just gonna have to live with it": Exploring the lived experience of sport-related low back pain in adolescent athletes. Physical Therapy in Sport, 2023;62:71-78. (studio qualitativo con interviste ad atleti di 10-19 anni con lombalgia legata allo sport nell'anno precedente; tre temi: la cultura della normalizzazione vanifica le misure di tutela, la lombalgia cambia percezione di sé e percezione altrui, effetti ampi sul benessere) doi:10.1016/j.ptsp.2023.05.005
Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere medico né una valutazione clinica. Un mal di schiena che dura da settimane in un'atleta adolescente, un dolore che peggiora inarcando la schiena all'indietro, un dolore notturno o accompagnato da formicolii o perdita di forza alle gambe vanno valutati da un professionista sanitario.
Quanto è comune il mal di schiena nelle giovani atlete?
Molto più di quanto si pensi. In una revisione sistematica con meta-analisi di 80 studi su atleti di 10-19 anni, la prevalenza stimata di lombalgia negli ultimi 12 mesi è del 42% (IC 95% 29-55%), quella negli ultimi 3 mesi del 46% (IC 95% 41-52%) e la prevalenza puntuale del 16% (IC 95% 9-23%) (Wall et al., 2022). L'eterogeneità tra studi è altissima (I² fino al 98%) perché non esiste una definizione condivisa di lombalgia: l'ordine di grandezza è affidabile, la cifra esatta no.
Il mal di schiena di un'adolescente è diverso da quello di un adulto?
Nei dati disponibili sì, e la differenza riguarda la causa. Confrontando 100 giovani atleti di 12-18 anni con 100 adulti con lombalgia acuta, il 47% degli adolescenti aveva una spondilolisi — una frattura da stress dell'istmo vertebrale — contro il 5% degli adulti; al contrario, il dolore da disco spiegava 48 casi su 100 negli adulti contro 11 negli adolescenti, e lo stiramento muscolo-tendineo il 27% contro il 6% (Micheli e Wood, 1995). Attenzione: è uno studio del 1995 su pazienti arrivati a due cliniche specialistiche, quindi già selezionati; non è la fotografia di tutte le ragazze che hanno mal di schiena.
Cos'è la spondilolisi?
È una frattura da stress dell'istmo vertebrale (la pars interarticularis), il ponte osseo che unisce le articolazioni posteriori di una vertebra, quasi sempre nelle ultime vertebre lombari. Non nasce da un trauma singolo ma dal carico ripetuto della colonna in estensione e rotazione: il gesto del ponte, dell'arco in ginnastica, dello smash, del servizio, del salto in alto. È la stessa logica delle altre fratture da stress, applicata alla schiena invece che alla tibia o al piede.
In quali sport è più frequente nelle ragazze?
In uno studio su 1.025 atleti adolescenti NON d'élite arrivati in ambulatorio per mal di schiena (età media 15 anni), il 30% aveva una spondilolisi; tra le ragazze le percentuali più alte erano nella ginnastica (34%), nella marching band (31%) e nel softball (30%) (Selhorst et al., 2019). Gli autori però avvertono esplicitamente di non trasferire questa classifica altrove: il proprio elenco non coincideva con quello della letteratura precedente, e regione geografica e livello dell'atleta cambiano molto il quadro. Nelle ginnaste d'élite uno studio radiografico storico su 100 ragazze aveva trovato difetti dell'istmo nell'11% dei casi, circa quattro volte la frequenza delle coetanee non atlete (Jackson et al., 1976).
Quando il mal di schiena di una ragazza va fatto valutare da un professionista?
Questo articolo è educativo e non permette di distinguere una causa dall'altra: quello lo fa un professionista sanitario. Ci sono però situazioni che sono buone ragioni per chiedere una valutazione invece di aspettare: un dolore lombare che dura da settimane e non migliora, un dolore che si accende quando la schiena si inarca all'indietro, un dolore concentrato sempre nello stesso punto e su un solo lato, un dolore che sveglia di notte, un dolore accompagnato da formicolii o perdita di forza alle gambe, o un dolore che sta facendo saltare allenamenti. La ragione pratica per non aspettare è che, quando c'è una lesione ossea, prenderla presto cambia il percorso.
Dopo la diagnosi di spondilolisi bisogna stare fermi?
L'evidenza più recente va nella direzione opposta al riposo iniziale. In un trial randomizzato multicentrico su 64 atleti adolescenti di 10-19 anni con spondilolisi attiva (età mediana 14,2 anni, 40% ragazze), chi iniziava la fisioterapia entro 7 giorni stava significativamente meglio a un mese su dolore e disabilità, tornava allo sport 38 giorni prima e aveva molte meno ricadute di lombalgia nei 12 mesi successivi (3% contro 29%), senza eventi avversi (Selhorst et al., 2026). È un solo trial e il campione è piccolo (64 partecipanti): indica una direzione, non chiude la questione — e la decisione resta di chi ha in cura l'atleta.
Una ragazza con spondilolisi può tornare a fare sport?
Nella grande maggioranza dei casi sì. Una meta-analisi di 11 studi e 376 pazienti adolescenti con difetto dell'istmo senza scivolamento vertebrale ha stimato un ritorno alla competizione del 92,2% con trattamento conservativo e del 90,3% con trattamento chirurgico (Overley et al., 2018). Il messaggio non è «non è grave»: è che il percorso funziona quando qualcuno lo imposta, e che quindi vale la pena farsi vedere invece di convivere con il dolore.
Perché tante ragazze non dicono di avere mal di schiena?
Perché nello sport il mal di schiena è considerato parte del gioco. Uno studio qualitativo su atleti di 10-19 anni con lombalgia legata allo sport ha individuato come primo tema proprio questo: la cultura che normalizza il mal di schiena annulla le misure di tutela pensate per proteggere gli atleti adolescenti da dolore e infortunio. Gli altri due temi sono altrettanto concreti: la lombalgia cambia il modo in cui l'atleta viene vista dagli altri e come vede sé stessa, e ha effetti ampi sul benessere (Wall et al., 2023). Il titolo dello studio è una citazione di un partecipante: il mal di schiena fa parte dello sport, tanto vale conviverci.