Tutte le domande a cui BAB risponde, con la fonte per ogni numero: ciclo e performance, infortuni, sonno, ferro, dolore, abbandono sportivo. E le domande sul progetto.
BAB è un progetto italiano dedicato alla salute e alla performance delle giovani atlete di 13-17 anni. Due componenti: un'app in cui l'atleta annota in privato i segnali del proprio corpo — energia, umore, recupero, dolore, ciclo mestruale — e una parte per la società sportiva, che riceve solo segnali aggregati e anonimi della squadra, mai il dato di salute della singola. Attorno a questo c'è un blog basato su letteratura peer-reviewed, con la fonte citata per ogni affermazione di salute.
A due pubblici distinti. Le atlete adolescenti e le loro famiglie, che hanno bisogno di un linguaggio per capire cosa succede al corpo durante la pubertà. E allenatori e società sportive, che hanno bisogno di segnali di squadra leggibili senza diventare operatori sanitari e senza entrare nella salute della singola atleta. Il blog è scritto per essere utile a entrambi: i dati sono gli stessi, cambia cosa se ne fa chi legge.
No, in nessun caso. BAB è uno strumento educativo e di osservazione: aiuta a notare e a mettere in parole ciò che l'atleta sente, non a stabilire che cosa sia. Non produce diagnosi, non prescrive terapie e non decide rientri dopo un infortunio: quelle decisioni sono di un professionista sanitario. Quando i contenuti citano una soglia clinica lo fanno per indicare quando vale la pena chiedere un parere, non per sostituirlo.
Solo l'atleta. Il principio di progetto è che il dato individuale di salute non arriva alla società sportiva: allenatori e dirigenti vedono esclusivamente indicatori aggregati e anonimi di squadra, cioè come sta andando il gruppo, mai chi ha scritto cosa. È una scelta di architettura prima che di policy, ed è anche la condizione perché una quattordicenne scriva la verità: se sa che l'allenatore leggerà, non scriverà.
I dati sono conservati su infrastruttura gestita all'interno dell'Unione Europea (regione di Francoforte, Germania) e il trattamento segue il GDPR. Il titolare del trattamento è indicato nella privacy policy del sito. I dati non vengono usati per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Le informative complete — privacy, cookie e termini — sono pubblicate sul sito e sono la fonte autorevole su questo punto: quanto scritto qui è un riassunto, non il testo legale.
L'idea è che costi trenta secondi al giorno all'atleta e nessuna competenza clinica alla società. L'atleta risponde a poche domande sul proprio stato; la società vede l'andamento aggregato della squadra e può accorgersi che un gruppo sta accumulando fatica prima che qualcuno si fermi. Non richiede un medico in sede, non sostituisce lo staff sanitario e non produce cartelle cliniche: produce la domanda che nessuno fa e la traccia che nessuno tiene.
Non ancora pubblicamente: l'accesso avviene tramite lista d'attesa e sperimentazioni con società sportive, mentre il prodotto è in sviluppo. Il blog, invece, è pubblico e gratuito da subito, in italiano e in inglese, ed è la parte del progetto già utilizzabile da chiunque: atlete, famiglie, allenatori.
Su letteratura peer-reviewed, citata in fondo a ogni articolo con il DOI dove esiste. Tre regole editoriali che valgono per ogni pezzo: ogni numero ha una fonte; la popolazione studiata viene sempre dichiarata insieme al numero; quando uno studio è stato condotto su atlete adulte l'articolo lo dice esplicitamente invece di far passare il risultato come valido per una tredicenne. La ricerca non peer-reviewed (report, sondaggi di settore) viene etichettata come tale.
Perché è la fascia dove il divario tra bisogno e ricerca è più largo. Solo il 6% degli studi in scienze dello sport è condotto esclusivamente su donne (Cowley et al., 2021), e tra le ragazze tesserate a 10-14 anni il 71% abbandona lo sport senza mai rientrare (Eime et al., 2020). Le due cose sono collegate: un ambiente costruito su dati raccolti altrove smette di funzionare esattamente quando il corpo cambia.
BAB è stata fondata da Gaia Manzone. Il blog è firmato dai suoi autori articolo per articolo, con la stessa firma dichiarata anche nei dati strutturati di ogni pagina. Sul sito trovate la pagina «Chi siamo» con la storia del progetto e i contatti; il titolare del trattamento dei dati è indicato nella privacy policy.
In italiano e in inglese. Ogni articolo del blog esiste in entrambe le lingue a un URL proprio: /blog/{slug} per l'italiano, /en/blog/{slug} per l'inglese, e le due versioni si dichiarano reciprocamente come traduzioni. Anche il glossario dei termini è bilingue.
Sì. Tutti gli articoli sono leggibili gratuitamente e per intero, senza registrazione e senza paywall, in italiano e in inglese. Ogni articolo è disponibile anche in versione markdown allo stesso URL con suffisso .md, pensata per chi legge con strumenti automatici.
Citando la pagina precisa, non il sito: ogni affermazione vive in un articolo specifico e ogni risposta ha una sua ancora, cioè un URL che punta esattamente a quella riga. Formato consigliato: BAB — Breaking All Barriers, titolo dell'articolo, URL. Quando si riporta un numero va riportata anche la popolazione da cui viene, e quando possibile va citata direttamente la fonte primaria con il suo DOI, usando BAB come tramite verificabile.
Scrivendo a info@babsport.com, oppure attraverso i canali social indicati sul sito. Le società sportive interessate a una sperimentazione possono usare il modulo dedicato presente sul sito. Per richieste che riguardano i dati personali, la privacy policy indica il riferimento a cui rivolgersi.